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I numei del Corporate Giving made in Italy

La ricerca Corporate Giving in Italy è il primo tentativo di scendere nei dettagli della misurazione della filantropia corporate nelle sue diverse sfaccettature. Nonostante solo un’azienda su tre abbia scelto
lo strumento della fondazione d’impresa per gestire le erogazioni, queste realtà possono diventare un importante braccio strategico e operativo nella gestione dei progetti di sviluppo sociale perché hanno strategie di investimento filantropico più focalizzate rispetto a quelle delle imprese.

La ricerca Corporate Giving in Italy è il primo tentativo di scendere nei dettagli della misurazione della filantropia corporate nelle sue diverse sfaccettature.
Nonostante solo un’azienda su tre abbia scelto
lo strumento della fondazione d’impresa per gestire le erogazioni, queste realtà possono diventare un importante braccio strategico e operativo nella gestione dei progetti di sviluppo sociale perchè hanno strategie di investimento filantropico più focalizzate rispetto a quelle delle imprese.

La Filantropia sta vivendo un momento di forte sviluppo in Italia e nel mondo: solo nel 2015, secondo le analisi di VITA[1], sono stati destinati dalle imprese oltre 460 milioni di euro per progetti sociali; le stime per il 2017 sono altrettanto positive.
Il circolo virtuoso che si instaura nel momento cui un’azienda decide di impegnarsi nel sociale è forte. Come sostiene Paul Newman, famoso attore, imprenditore e filantropo, fondatore del CECP (The Ceo Force for Good): «La nostra missione filantropica non solo contribuisce in modo sostanziale al nostro successo, ma, cosa ancora più importante, dà vigore a chiunque sia associato alla nostra attività. Si tratta del migliore strumento a nostra disposizione per attrarre dipendenti di talento e impegnati, e per motivare i nostri fornitori e distributori a compiere uno sforzo ulteriore»2.
Dynamo Academy[2] ha promosso la prima edizione (2017) della ricerca Corpora te Giving in Italycon l’obiettivo di aumentare l’impatto e migliorare l’efficacia delle donazioni effettuate dalle imprese, informando e coordinando gli sforzi dei cittadini, degli imprenditori, degli enti pubblici e privati impegnati nel sociale.
Il lavoro, svolto con la supervisione scientifica del Sustainability Lab di SDA Bocconi, ha indagato lo stato della filantropia corporate in Italia, sia in termini quantitativi sia rispetto ai modelli di business adottati e ai benefici percepiti.
La ricerca rappresenta il primo contributo italiano al dibattito sul corporate giving promosso dall’organizzazione CECP (Committee Encouraging Corporate Philanthropy), composta dai leader delle principali multinazionali per promuovere il confronto sulla necessità, la fattibilità e l’impatto derivanti  dal rendere le imprese forze propulsive di progresso sociale.
I risultati sono frutto di una raccolta di dati primari avvenuta attraverso la somministrazione di un articolato questionario a un campione di 52 di imprese italiane e filiali italiane di gruppi internazionali, con l’obiettivo di fornire uno spaccato dettagliato e contestualizzato della propensione delle imprese alla filantropia corporate.
Di seguito la sintesi dei risultati della ricerca.

IL GIVING DELLE IMPRESE ITALIANE
È IN LINEA CON I TREND INTERNAZIONALI
Il valore complessivo del corporate giving delle 52 imprese italiane che hanno partecipato a questa prima edizione della ricerca è di 153,49 milioni di euro. Le donazioni in denaro dominano la scena e rappresentano circa il 90% del capitale erogato. In media, le imprese hanno effettuato 86 erogazioni e sostenuto 58 organizzazioni. Il giving aggregato rappresenta lo 0,12% del fatturato complessivo delle imprese del campione e il 2,2% dell’utile ante imposte: percentuali che sono in linea con i trend internazionali.

UN’AZIENDA SU TRE SCEGLIE
LO STRUMENTO DELLA FONDAZIONE D’IMPRESA
Il 33% delle imprese del campione italiano ha erogato contributi filantropici attraverso una fondazione d’impresa. Le fondazioni corporate hanno gestito in autonomia il 37% dei progetti filantropici, rivolti al 19% dei beneficiari complessivi. Pur rappresentando soltanto il 16% del giving totale erogato, le fondazioni d’impresa mostrano un approccio alla filantropia molto più focalizzatorispetto all’attività svolta direttamente dalle imprese, e rappre- sentano un potenziale importante che in Italia non è ancora pienamente valorizzato.
Facendo un confronto a livello internazionale, le fondazioni d’impresa sono invece lo strumento autonomo maggiormente incisivo cui le imprese hanno fatto ricorso per dimostrare un impegno concreto e di lungo periodo nei confronti della società. Pur essendo diffuse in tutto il mondo, le fondazioni corporate sono più pervasive negli Stati Uniti rispetto agli altri Paesi. Secondo le recenti statistiche del Foundation Center, nel 2014 sono state censite 2.521 fondazioni d’impresa su un totale di 86.762 fondazioni; circa il 79% delle imprese con sede negli Stati Uniti fa ricorso a tale strumento.
Secondo la rilevazione di Dynamo Academy e SDA Bocconi, il giving delle Fondazioni d’impresa rappresenta il 16% del totale giving totale erogatoquindi la loro attività ha un potenziale ancora da sviluppare nel nostro Paese - sottolinea Maria Serena Porcari, CEO di Fondazione Dynamo La fondazioni di impresa mostrano un approccio alla filantropia più focalizzato dell’attività svolta direttamente dalle aziende e l’auspicio è quindi di crescita

NEL 2017 LA MAGGIORANZA DELLE IMPRESE INCREMENTERÀ L’IMPEGNO NEL GIVING
La maggioranza delle imprese prevede per il 2017 di confermare o incrementare - rispetto agli impegni assunti nel 2016 - il budget destinato ad attività filantropiche. Sebbene incrementi di budget superiori al 25% siano previsti solamente da un numero limitato di imprese (il 3% del campione), circa un quarto delle aziende che hanno partecipato alla ricerca preveda un incremento delle risorse a disposizione compreso tra il 2% e il 25%. Il 39% delle imprese conferma invece un impegno stabile.

IL CALO DI FATTURATO NON FA CALARE L’INVESTIMENTO FILANTROPICO
Dalla ricerca emerge come l’impegno filantropico delle imprese non sia correlato all’andamento delle performance economiche di breve periodoma sia anzi stabilmente considerato una tendenza irreversibile, da confermare o incrementare. Il 57% delle imprese che hanno registrato una riduzione del fatturato nel triennio antecedente la rilevazione, infatti, dichiara di non aver preso in esame variazioni al ribasso nel budget a disposizione di iniziative filantropiche rivolte alle comunità territoriali.

IL VOLONTARIATO AZIENDALE PIACE, MA È ANCORA MOLTO TRADIZIONALE
Il coinvolgimento dei dipendenti riveste un ruolo centrale nelle strategie di corporate giving. Il 67% delle aziende favorisce attività di volontariato aziendale, con un tasso medio di partecipazione dei dipendenti pari al 31,6%. Sono 612 le ore di volontariato offerte in un anno dall’impresa mediana. Hanno ancora un peso decisamente rilevante, però, le iniziative di volontariato tradizionali, svolte durante il normale orario di lavoro. Il 69% delle ore di volon- tariato svolte riguarda l’erogazione di servizi pro-bono (per un controvalore pari al 3% del giving totale).

GLI AMBITI IN CUI SI INVESTE DI PIÙ? CULTURA E ATTIVITÀ RICREATIVE
La maggior parte delle erogazioni liberali viene destinata agli ambiti della cultura e delle attività ricreative (28,19% del giving totale). Seguono gli ambiti dell’assistenza sociale e protezione civile (14,49%) e i progetti attivati a seguito di emergenza e catastrofi (11,32%). I criteri più utilizzati dalle aziende per la scelta dei progetti supportati sono la territorialità, la coerenza con le strategie corporate, l’affidabilità dei partner. Nel 21% dei casi, le imprese sono state coinvolte in progetti filantropici internazionali, cui hanno destinato il 30% delle erogazioni in denaro elargite.

MATCHING GIFT E PHILANTHROPIC LEVERAGE DEVONO ANCORA CRESCERE
programmi di matching gift sono stati offerti da 4 imprese su 10. Le imprese continuano a rivestire un ruolo centrale nell’ideazione e nell’implementazione di iniziative legate a questa formula, proponendo nel 43% dei casi campagne year-round. Lo scorso anno, iniziative di matching gift hanno riguardato in particolare progetti rivolti agli eventi catastrofici che si sono registrati in Italia nel 2016. Lo strumento del philanthropic leverage ha invece una portata ancora limitata, comparabile a quella delle erogazioni di beni e servizi (4,73 milioni di euro).

LA FILANTROPIA CORPORATE
MIGLIORA LA REPUTAZIONE
I benefici maggiormente percepiti dalla realizzazione di progetti di filantropia corporate sono il rafforzamento della reputazione e del valore del brand, l’incremento della fiducia da parte degli stakeholder e l’intelligenza nel rispondere in maniera più appropriata ai bisogni del mercato. Questi effetti positivi dipendono dalla capacità di organizzare il giving in modo appropriato, gestendo in modo strutturato il processo di selezione dei destinatari, condividendo con loro gli obiettivi dei progetti e partecipando alla realizzazione delle attività supportate.

«Crediamo che il settore filantropico rappresenti una caratteristica e una forza essenziale delle nostra società. Non intende sostituire l’impegno del settore pubblico, ma fornisce un’alternativa competitiva che permette di contenere i costi e di migliorare l’efficienza e la qualità di tali servizi. Ancora più importante, è il settore in cui la diversità delle idee è benvenuta e in cui le persone tendono ad agire sulla base delle proprie convinzioni. Sotto molti punti di vista, l’imprenditorialità sociale potrebbe essere assimilata alla funzione Ricerca e Sviluppo della nostra società, una forza in costante evoluzione, un ambiente stimolante in cui svolgere le proprie attività commerciali» (Paul Newman, 2006)


© Riproduzione riservata

[1] VITA 12.2016
[2] Fondazione Dynamo, attiva dal 2003, attraverso Dynamo Camp Onlus e l’impresa sociale Dynamo Academy, supporta la progettazione e lo sviluppo di organizzazioni d’impresa che affrontano problemi sociali come istruzione, sanità, servizi sociali e ambiente, favorendo nuova occupazione.  La fondazione lavora per rispondere ai bisogni sociali, attraverso l’approccio della venture philantropy, con gestione manageriale e orizzonte di  sviluppo di lungo periodo

di Francesca Panzarin


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