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Fondazioni d'impresa

Fondazione Benetton, trent’anni di studio e cura tra locale e internazionale

Intervista a MARCO TAMARO, Segretario Generale di FONDAZIONE BENETTON Studi Ricerche, attiva da trent’anni anni con un’attività continuativa sui temi del paesaggio, della storia del gioco e dei beni culturali.

Il logo del trentennale di Fondazione Benetton

Fondata nata nel 1987 da Luciano Benetton, che nel 2003 la insedia a Treviso nei palazzi Bomben e Caotorta, dopo alcuni anni di coesistenza tra fondazione (dedicata al paesaggio) e srl (dedicata alle attività culturali), nel 2007 viene creata una realtà unica. Nota in passato soprattutto per la sua attività nell’ambito del paesaggismo europeo, il trentennale della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha corrisposto con un cambio di passo e un ampliarsi della sfera d’azione dell’istituzione.
Ne parliamo con Marco Tamaro, il Segretario Generale da 10 anni, in occasione del convegno organizzato lo scorso gennaio sul ruolo sociale e culturale delle fondazioni (di cui parliamo in dettaglio qui), che è stato anche presidente del Comitato Scientifico per Treviso Capitale della Cultura 2020.

Con quali obiettivi è stato organizzato il convegno del trentennale?
L’incontro è stato l’occasione per confrontarsi con altre realtà simili – fondazioni di diversa provenienza geografica con una struttura organizzativa autonoma e una componente gestionale importante - sul significato di quello che facciamo tutti i giorni. E’ stata una conferma del ruolo delle fondazioni come strumento di mediazione tra pubblico e privato a livello istituzionale e tra mondo dell’impresa e quello dei beni culturali. Si tratta di un ruolo spesso non riconosciuto ma di importanza fondamentale, molto diverso dalla lobbying.

Che relazione c’è tra la fondazione e l’azienda madre?
Alle spalle della fondazione c’è oggi un grande gruppo industriale con cui abbiamo un collegamento costante. Edizione S.r.l., interamente controllata dai quattro fratelli Benetton, è una tra le maggiori holding di partecipazioni italiane, con investimenti nei settori del tessile e abbigliamento (Benetton Group), delle infrastrutture e servizi per la mobilità (Atlantia con Autostrade per l’Italia e Aeroporti di Roma), della ristorazione autostradale e aeroportuale (Autogrill), dell’immobiliare (Edizione Property), agricolo e alberghiero.
Noi facciamo capo a Luciano Benetton, prepotentemente ritornato alla ribalta negli ultimi tempi, che si può permettere di lavorare con uno spirito olivettiano: crea una fondazione, dà le linee guida di massima della sua attività ma fa in modo sia molto diversa e non si sovrapponga con l’azienda.
Un esempio per tutti: a Roma la fondazione lavora con le aziende del gruppo svolgendo una mediazione culturale fondamentale con le istituzioni con grazie alla sua riconosciuta autorevolezza, facendo dialogare ingegneri infrastrutturisti di Aereoporti di Roma con la Soprintendenza che gestisce il parco Archelogico di Ostia.

Com’è organizzato il team della fondazione?
Nella fondazione lavorano 23 persone, alcune in part time. L’attività può quindi contare su uno stabile gruppo di lavoro, supportato da un comitato scientifico composto da studiosi ed esperti attivi sul piano internazionale.

Su quali risorse economiche si fonda l’attività della fondazione?
Siamo una fondazione di gestione che lavora con continuità sul piano progettuale e dell’azione. Possiamo contare su un 1 milione di euro oltre al budget per portare aventi le nostre attività.

Come si articola l’attività della fondazione sul tema del paesaggio?
Dal momento della sua nascita nel 1987 la fondazione, grazie a un comitato scientifico di eccellenza, si presenta come un centro studi sul paesaggio con una forte connotazione internazionale e un preciso desiderio di percorrere questo campo di studio sul piano della sperimentazione, della formazione, della comunicazione e del dialogo critico con le realtà locali.
Oggi, in un contesto molto diverso dal punto di vista della sensibilità e del quadro normativo (la Convenzione Europea del Paesaggio è sottoscritta nel 2000) la fondazione continua le sue attività sul paesaggio confermando l’attenzione a un continuo attraversamento di campi di conoscenza diversi, dalla cultura del giardino agli studi storici e geografici, dalle questioni ambientali ed ecologiche a quelle di natura estetica e filosofica, senza perdere di vista lo sguardo innovativo sulla strumentazione necessaria alla pratica progettuale.
Nell’intenso calendario annuale ricordiamo il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, una campagna di studio dedicata a un luogo «particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione. Nel 2017, in occasione della XXVIII edizione, il Comitato scientifico ha designato il Jardín de Cactus, un piccolo giardino nell’isola vulcanica di Lanzarote, parte di una speciale costellazione di cave e crateri coltivati. In passato il premio è stato dedicato a luoghi in Egitto, Svizzera, Finlandia, Siria, Benin, Islanda, Bosnia-Erzegovina, Italia, Kazakistan. Altri importanti appuntamenti annuali sono le Giornate internazionali di studio sul paesaggio, organizzate annualmente dal 2004 come occasione di aggiornamento critico e di confronto di idee per chi lavora a vario titolo e con diverse responsabilità nel campo del paesaggio (si è appena conclusa l’edizione 2018 su “Animali, giardini, paesaggi”)

Il tema del gioco è uno dei tratti distintivi della fondazione. Da dove nasce l’interesse per questo settore?
La storia e civiltà del gioco costituisce un campo di lavoro specifico, riconosciuto dalla comunità scientifica nazionale e internazionale.  Fin dal 1987, nella sua accezione più ampia, è rientrata tra i temi di interesse e di ricerca. La nostra convinzione è che il gioco è una cosa seria che merita un’attenzione anche da parte del mondo accademico poiché ha un ruolo molto importante nella vita sociale, con ricadute forti nella quotidianità e nelle vicende storiche. Pensiamo ad esempio al tema della ludopatia: ha chiuso proprio da pochi giorni negli spazi Bomben di Treviso la mostra Lotterie, lotto, slot machines. L’azzardo del sorteggio: storia dei giochi di fortuna, dedicata alle pratiche e al controllo del gioco di sorte che è alla base del più pericoloso azzardo).
Dopo l’assegnazione nel corso di un trentennio di oltre 70 borse di studio, dal 2016 la fondazione bandisce due premi annuali (3.000 euro ciascuno) dedicati alla memoria di Gaetano Cozzi (che fino al 2000 ha presieduto la commissione giudicatrice delle tesi) destinati a giovani studiosi per saggi inediti sul tema del gioco, della festa, dello sport e, in generale, della ludicità, dall'antichità fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. I lavori premiati vengono pubblicati nella rivista della fondazione «Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco».

In che cosa si distingue l’attività di Fondazione Benetton nel settore dei beni culturali?
L’attività nell’ambito dei beni culturali vuole sostenere la conoscenza e la valorizzazione di luoghi o testimonianze materiali di importanza storica e artistica, creando un ponte ideale con le ricerche in ambito paesaggistico, che costituiscono il retroterra e la base metodologica per le azioni di tutela. Particolare attenzione è data al rapporto con la comunità locale in chiave di strumento di radicamento della Fondazione nella città di Treviso.
Tra i progetti del settore arte-musica-cinema citiamo innanzitutto Imago Mundi, il progetto non profit di arte contemporanea promosso da Luciano Benetton in cui artisti di tutto il mondo, affermati ed emergenti, si confrontano su una tela di piccolo formato  (finora sono stati coinvolti 26.000 artisti da più di 140 Paesi e comunità native).
La cura e valorizzazione di patrimoni librari e documentari, oltre che attraverso le attività del centro documentazione, si concretizza nella collaborazione e nel coordinamento di vari progetti su fondi esterni tra cui l’intervento sull’archivio aziendale di Benetton Group (2010) e dell’archivio storico dell’Azienda Agricola Macarrese (di proprietà della famiglia Benetton nell’Agro Pontino), una delle più grandi realtà imprenditoriali agricole italiane nata alla fine degli anni Venti, per raccontare la storia di quel territorio (la bonifica, i sindacati, i contratti agrari) dall’Unità d’Italia ad oggi, un pezzo importante di quella terra ma anche dell’Italia.
Navigare il territorio è un progetto in collaborazione con Aeroporti di Roma, Parco Archeologico di Ostia Antica, MIBACT, in collaborazione con la Città di Fiumicino e la Rete scolastica “Progetto Tirreno – Eco-Schools” di Fiumicino, per la riscoperta e valorizzazione del Parco archeologico dei Porti imperiali di Claudio e Traiano, l’unico porto romano giunto intatto ai nostri giorni.
La fondazione dedica poi un’attenzione particolare alla scuola collaborando con numerose istituzioni pubbliche e private, in particolare con il mondo dell’università. Uno dei progetti più importanti è il concorso nazionale Articolo 9 della Costituzione, creato per sensibilizzare i giovani (scuole secondarie di primo e secondo grado) alla conoscenza e salvaguardia del patrimonio culturale, paesaggistico e scientifico italiano, in collaborazione con Mibact, MIUR, MAE, Senato e Camera dei Deputati.
Il lavoro di ricerca della Fondazione è sostenuto dal suo centro documentazione (biblioteca, cartoteca e archivio con oltre 70.000 volumi, 120 periodici, 12.000 cartografie, 60.000 fotografie), aperto al pubblico. Gli studi sono promossi attraverso la pubblicazione di riviste, collane e monografie a cura dell’area editoriale attiva dal 1993.

Quali sono i progetti dei prossimi mesi?
L’attività della fondazione prevede una fitta agenda di attività mensili (conferenze, workshop, concerti, rassegne cinematografiche) rivolte a studiosi, scuole e pubblico.
A marzo ci sarà la XXIX edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino con diversi momenti pubblici tra cui una mostra.
Stiamo inoltre lavorando, dopo un anno di sosta, al rilancio del progetto Articolo 9 con una nuova serie di lezioni che possono essere seguite anche in streaming.
Siamo una fondazione con alle spalle una lunga storia e un’attività continuativa. Viviamo come privilegio il poterlo fare e il doverlo fare.

© Riproduzione riservata

Video istituzionale della fondazione

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