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Aste: un fatturato senza precedenti

1,38 miliardi di dollari in 11 giorni a New York

New York. La storia del mercato dell'arte ha scritto un capitolo importante da Christie's a New York lo scorso 8 novembre, quando la casa d'aste stracciava tutti i record precedenti, registrando un totale sbalorditivo di 491,5 milioni di dollari (cioè 385 milioni di euro) per una sola vendita di opere d'arte. Dopo due ore e mezza di vendite, e con la voce roca, il banditore Christopher Burge dichiarava: «È stata una serata straordinaria, che non dimenticherò più: non ho mai visto in vita mia un'asta del genere». Sotto il martelletto di Burge, al numero 20 di Rockefeller Plaza, erano state battute settantotto opere d'arte di trentotto diversi artisti (solo sei erano rimaste invendute), a cifre che il più delle volte lasciavano senza parole mercanti e spettatori. Si mettevano a segno nuovi record d'asta per Klimt, Gauguin, Kirchner, Schiele, Bonnard e Balthus e, nell'euforia generale, venivano aggiudicate anche opere di qualità media. Persino l'ultimo lotto in catalogo, uno scialbo Chagall («Le paysan allongé», 1962), trovava un acquirente sopra la stima. Più di mille persone gremivano la sala. Tutti speravano di poter essere testimoni di aggiudicazioni da favola, come il prezzo pagato per quattro dipinti di Gustav Klimt esposti per 68 anni al Belvedere viennese. Le aspettative erano alimentate dal fatto che il magnate dei cosmetici Ronald Lauder aveva pagato 135 milioni di dollari per il quinto del gruppo, il «Ritratto di Adele Bloch-Bauer I», ora nella Neue Galerie di New York, istituzione finanziata privatamente da Lauder, dov'erano esposti anche gli altri Klimt prima dell'asta. Gli spettatori non rimanevano delusi. Ogni Klimt stabiliva un nuovo record, che culminava in 87,9 milioni di dollari (cioè 68,9 milioni di euro), il terzo prezzo più alto di tutti i tempi in un'asta, dopo due dipinti di Picasso, il «Muchacho con pipa» (104,1 milioni di dollari, maggio 2004) e «Dora Maar con gato» (95,2 milioni, maggio 2006). I quattro dipinti di Klimt totalizzavano 192,7 milioni di dollari (151 milioni di euro). Persino opere comparse di recente sul mercato, o di minor interesse, venivano disputate nella corsa all'acquisto che caratterizzava la serata.
Dopo l'asta, Nick Maclean, della galleria Eykyn Maclean, commentava: «Le aste hanno dimostrato che il mercato degli impressionisti è ancora più solido di quanto già non fosse a maggio e giugno. Le grandi opere continuano a realizzare gli alti risultati sperati e quelle di media qualità, soprattutto se di grandi artisti, in alcuni casi sono state aggiudicate al 50% in più rispetto alla scorsa estate. Non sembrano esserci segni di cedimento». In entrambe le aste molte opere erano oggetto di un contratto di garanzia: 24 da Sotheby's, per circa 63 milioni di dollari, solo 11 da Christie's ma per circa 120 milioni di dollari. 

Christie's, 8 novembre
Gustav Klimt, 68,9 milioni di euro
«Adele Bloch-Bauer II», 1912 (stime 30-45 milioni). Acquistato da un cliente collegato al telefono con lo specialista Guy Bennett
I quattro Klimt erano stati restituiti lo scorso anno a Maria Altman, nipote 88enne della signora Bloch-Bauer, che osservava l'asta da una postazione sopra la sala. Nel corso di una conferenza stampa tenuta poco prima, la donna dichiarava che lei e gli altri quattro coeredi speravano che i dipinti «potessero rimanere visibili al pubblico», ma che avevano tutti insieme «deciso di consegnarli in asta». Questo era il più atteso dei quattro e le aspettative erano alle stelle dopo le cifre toccate dagli altri tre. Aperta da quattro offerenti, la sfida si riduceva ben presto a una lotta a due, gli specialisti europei di Christie's Jussi Pylkkänen e Pedro Girao, entrambi al telefono. A quota 58 milioni, il capo dipartimento Guy Bennett entrava improvvisamente in gioco, anche lui telefonicamente, tra le risate e gli applausi. Anche il mercante newyorkese Bill Acquavella, che compra abitualmente sia per conto di Steve Wynn sia per conto di Steve Cohen, era al telefono. Parlava forse con Bennett? Impossibile dirlo, ma il quadro andava infine aggiudicato proprio a Bennett. In un attimo, almeno un quarto degli spettatori improvvisamente si alzava e abbandonava la sala, lasciando Christopher Burge a completare l'asta. Gli altri Klimt superavano tutti le stime: «Buchenwald (Birkenwald)» (1903) andava al presidente di Christie's Usa Marc Porter al telefono per 31,6 milioni; lo specialista di Christie's Europa Thomas Seydoux, sempre al telefono, acquistava «Apfelbaum I» (1916) per 25,9 milioni, mentre «Häuser in Unterach am Attersee» (1912) ne faceva 24,6. 

Ernst Ludwig Kirchner 29,8 milioni di euro
«Berliner Strassenszene», 1913-14 (stime 15-18 milioni). Acquistato da Daniella Luxembourg per conto della Neue Galerie
Il mercante Daniella Luxembourg, presente in sala per conto della Neue Galerie, si aggiudicava questo meraviglioso esemplare della serie di 11 scene di strada dipinte poco prima della prima guerra mondiale, che ritraggono i passanti in toni lineari e severi. Solo due opere della serie sono ancora in mani private. Quello in asta faceva parte di un certo numero di quadri restituiti presentati durante la serata: il ricavato della vendita andava ad Anita Halpin, presidente del piccolo partito comunista inglese, l'unica erede ancora in vita di Alfred Hess, ebreo tedesco proprietario di una fabbrica di scarpe, che possedeva un'importante collezione di arte espressionista tedesca. La restituzione del quadro dal Brücke Museum di Berlino è stata oggetto di controversie e ha spinto da più parti a chiedersi se non sia il caso per la Germania di rivedere la sua politica nei confronti dell'arte saccheggiata dai nazisti.

Egon Schiele 8,8 milioni di euro
«Kniender Halbakt nach links gebeugt», 1917 (stime 4,5-6 milioni)
Si trattava di una di almeno tre opere consegnate da Ronald Lauder dalla collezione della Neue Galerie. Alcune fonti del settore rivelavano che il collezionista ne avrebbe vendute altre all'inizio dell'anno, per raccogliere i fondi necessari all'acquisto del Kirchner e del Klimt da 135 milioni di dollari. Un altro disegno simile di Schiele, con il soggetto collocato che si sporgeva verso sinistra anziché verso destra, veniva aggiudicato da Christie's Londra a febbraio di quest'anno per 4,15 milioni di sterline, ed era di altissima qualità, perciò il prezzo raggiunto in quest'asta newyorkese sembrava assurdo e scioccante ad alcuni mercanti, uno dei quali commentava «è disgustoso, i disegni di Schiele non sono rari sul mercato, ce ne sono a centinaia». 

Paul Gauguin 31,6 milioni
«L'homme à la hache», 1891 (stime 27-35 milioni). Acquistato da un cliente collegato al telefono con Marc Porter, presidente di Christie's
I quadri del periodo tahitiano sono rari sul mercato e Christie's era molto fiera di aver trovato questo, che era appartenuto alla collezione del Sultano del Brunei. Tuttavia le sue condizioni non erano eccellenti: il dipinto si era opacizzato e aveva subito alcune perdite di pigmento, condizione che alcuni mercanti sostenevano però essere normale per quasi tutti i Gauguin non conservati in musei. L'opera, potente e vivida, non attirava il mercato quanto i più sensuali e languidi ritratti di donne dell'artista. I rilanci procedevano quindi al rallentatore, con solo due potenziali acquirenti, e alla fine il dipinto andava al presidente di Christie's Marc Porter al telefono.

Sotheby's, 7 novembre
Paul Cézanne 29 milioni di euro
«Nature morte aux fruits et pot de gingembre», ca 1895 (stime 22-27 milioni). Acquistata da un anonimo al telefono
L'opera, top lot della serata, era stata consegnata dal mercante di Manhattan Bill Acquavella, che l'aveva acquistata a Londra nel 2000 per 18,22 milioni di dollari e metteva a segno un bel profitto da questa consegna che pare avesse una garanzia di 30 milioni di dollari. Le opinioni sul quadro, più piccolo di altre nature morte passate sul mercato, erano discordi. Alcuni ne apprezzavano la forza, in sintonia con l'attuale gusto per l'audacia e la potenza nell'arte. Altri la consideravano priva della sensualità di altre nature morte. Veniva aggiudicata a un anonimo offerente telefonico che la spuntava su altri tre collezionisti.

Amedeo Modigliani 24,3 milioni di euro
«Le fils du concierge», 1918 (stime 11-14 milioni). Acquistato da Doris Amman
Dei tre Modigliani proposti da Christie's e Sotheby's, quest'opera era quella che andava meglio. Si trattava di uno di una serie di ritratti di contadini e bambini realizzati nel Sud della Francia, il cui ultimo passaggio in asta risaliva al 1997 quando aveva fatto 5 milioni di dollari, sotto la stima. Questa volta Doris Amman, della galleria di Zurigo Thomas Amman, era costretta a pagare ben più della stima; pare che stesse rilanciando per conto di un nuovo collezionista russo. I mercanti di Londra-New York Nahmad si aggiudicavano gli altri due Modigliani: da Sotheby's facevano un affare, pagando 3,8 milioni di euro (stime 4-5,5 milioni) un ritratto di Paul Guillaume del 1916, che di recente era stato già due volte sul mercato, prima nel 1996, quando veniva acquistato dalla galleria Bellagio di Steve Wynn per 3,1 milioni di dollari e poi nuovamente nel 2000, quando veniva rivenduto per 4,62 milioni di dollari. Da Christie's invece i Nahmad dovevano sborsare ben 12,5 milioni di euro (stime 4,5-7) per uno dei nudi dell'artista, «Vénus», proveniente da una collezione privata francese.

Pablo Picasso invenduto
«Le sauvetage», 1932 (stime 9,5-12 milioni di euro)
«Jerome Fisher non fa mai un cattivo affare», commentava un mercante dopo che il Picasso rimaneva invenduto a 8,4 milioni di euro. Il fondatore del colosso delle calzature femminili Nine West aveva pagato questa scena di spiaggia 4,4 milioni di dollari nel 1993, ma nel 2004 aveva trovato una versione migliore del medesimo soggetto, con lo stesso titolo e dello stesso anno, da Sotheby's a New York, pagandola 14,79 milioni di dollari. Avendo ottenuto una garanzia ne usciva comunque vincitore. Non si trattava dell'unica défaillance di nomi celebri della serata: rimaneva al palo anche «La plage à Trouville» (1870) di Monet. Secondo un mercante, questa spiaggia «assomigliava troppo a un Boudin» e la sua stima di 13-15 milioni di euro agiva da deterrente. In tempi normali una tale somma sarebbe stata più consona a una scena di ninfee, anche se, dopo questa serie di aste, chi potrà ancora azzardare il prezzo per un esemplare del genere?

Christie's, 8 novembre
Venduto per lotto 93%
Venduto per valore 98%
Totale 491,5 milioni di dollari
Sotheby's, 7 novembre
Venduto per lotto 86,8%
Venduto per valore 83%
Totale 238,67 milioni di dollari


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di Georgina Adam, da Il Giornale dell'Arte numero 260, dicembre 2006


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