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Mostre

New York

Edizione straordinaria: l’arte presa a testate

Il New Museum tramutato in una caotica redazione per una rassegna interattiva sul rapporto tra gli artisti e la stampa

Hans Haacke, News, 1969/2008, RSS newsfeed, paper, and printer, dimensions variable.

New York. «La stampa è ancora viva e il ciclo non si ferma», annuncia Benjamin Godsill, anche se la mostra che ha curato con Richard Flood per il New Museum, dov’è aperta dal 6 ottobre al 9 gennaio, s’intitola «The last Newspaper». La rassegna  esamina il rapporto tra la stampa e gli artisti che hanno utilizzato la carta dei giornali nel loro lavoro, come materiale economico e fonte di ispirazione. Una sezione è dedicata a opere che impiegano fisicamente i giornali, come in un lavoro del 1967 di Luciano Fabro e in «Eating the Wall Street Journal» (2000) di William Pope, in cui i protagonisti masticano le pubblicazione della testata finanziaria ora nelle mani di Rupert Murdoch. «Con Flood qualche tempo fa stavamo parlando di un genere di mostre per le quali gli artisti utilizzano quello che trovano nei giornali come materiale ideologico, prendendo le informazioni da diverse fonti, mettendole insieme e commentandole, spiega Godsill. Durante la rassegna due gruppi stampano altrettante pubblicazioni settimanali che vengono distribuite ai visitatori del museo. La prima, organizzata dal team Latitudes (Max Andrews e Mariana Cánepa Luna) di Barcellona, è la documentazione ufficiale dell’evento al posto del classico catalogo, e propone articoli sugli appuntamenti e i dibattiti. Il secondo giornale, a cura di Joseph Grima, direttore editoriale di «Domus», e di Kazys Varnelis, suo omologo nel network «Architecture Lab» alla Columbia University, è una sorta di performance: i visitatori potranno assistere all’intero processo editoriale, dalla programmazione delle riunioni alla grafica, alla produzione. «Sarà un caos», ha dichiarato Godsill, e i giornalisti che lavorano con lo stress dell’ora di consegna sanno bene di cosa stiamo parlando. I visitatori possono esprimere la loro opinione attraverso una serie di dibattiti dedicati all’idea di pace di Immanuel Kant, organizzati dalla Slought Foundation di Filadelfia che si svolgeranno per la maggior parte in un’area ad hoc al quarto piano della galleria. Il gruppo di Brooklyn Story-Corps, che allestisce stazioni di registrazione in giro per gli Stati Uniti dove gli spettatori vengono invitati a intervistarsi l’un l’altro e a condividere le loro esperienze, mette a disposizione della consultazione pubblica una collezione di 30mila registrazioni, solitamente accessibile solo alla Library of Congress.
© Riproduzione riservata

Helen Stoilas, da Il Giornale dell'Arte numero 302, ottobre 2010


  • Luciano Fabro, Pavimento (Tautologia), 1967. Courtesy the artist.
  • Judith Bernstein, Are You Running With Me Jesus?, 1967, Charcoal and mixed media on paper, 40 x 26 in. Courtesy The Box.
  • Robert Gober, Newspaper (RG Cat# 92.030) ED 8/10, 1992, Photolithography on archival (Mohwak Superfine) paper and twine, Courtesy the artist and Matthew Marks Gallery.
  • Robert Gober, Newspaper (RG Cat# 92.018) Exhibition Copy, 1992, Photolithography on archival (Mohwak Superfine) paper and twine, Courtesy the artist and Matthew Marks Gallery.

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