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Ministero, Biennale, MaXXI, Rivoli:

I nominati

Nuovi protagonisti nel sistema italiano dell’arte: Roberto Cecchi al vertice del Ministero, Vittorio Sgarbi «castigamatti» del Ministro nell’arte contemporanea, Bellini & Merz al Castello di Rivoli

Acque agitate in Laguna con l'arrivo di Sgarbi alla Biennale quale commissario del Padiglione Italia. Il neoeletto annuncia la fine del «fondamentalismo» dei Bonami, dei Celant e dei Pinault

roma, venezia e rivoli. Grandi rivolgimenti nel sistema italiano dei beni culturali interessano l’apparato statale così come alcuni dei più importanti «luoghi» dell’arte contemporanea del Paese. Il Ministero per i Beni e le Attività culturali ha una nuova guida: nel ruolo di segretario generale l’architetto Roberto Cecchi sostituisce Giuseppe Proietti, che torna a fare l’archeologo a tempo pieno. Ma è l’intera amministrazione che, per diverse ragioni (tra cui il decreto salvacrisi del ministro Brunetta), è in via di riforma, da alcune Direzioni regionali a numerose Soprintendenze. Dopo le uscite eccellenti di pochi mesi fa di Guzzo e Spinosa a Napoli e di Strinati a Roma, ora il Mibac si trova a fare in conti con un altro gruppo di dirigenti giunti ai limiti di età. Si tratta di Liliana Pittarello, tra i direttori regionali, e di Lucia Fornari Schianchi, Carla Enrica Spantigati, Luciano Serchia, Anna Maria Spiazzi, Gabriele Borghini e Aldo Cicinelli, tra i soprintendenti. La nomina che, tuttavia, ha suscitato le maggiori reazioni è quella di Vittorio Sgarbi a responsabile delle acquisizioni del MaXXI, il museo nazionale delle arti contemporanee che si inaugurerà a maggio a Roma, e (contemporaneamente) alla guida del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, per l’edizione del 2011. Sgarbi è già stato attaccato da più parti. Certamente, la sua linea si pone in netta antitesi rispetto al «sistema dell’arte vigente» e dichiaratamente a sostegno di «artisti finora sottostimati perché stretti dal mercato, che è il diavolo dell’arte contemporanea» (ipse dixit). Per lui che, dopo la breve stagione da sottosegretario con il ministro Urbani, si è sempre considerato escluso dalle stanze del potere, è arrivata la grande occasione. La sua nomina è stata voluta dal ministro Bondi, così come lo era stata quella dei suoi predecessori, la discussa coppia Beatrice-Buscaroli. Un altro tandem, diversamente discusso, si è intanto insediato nel più storico tra i musei d’arte contemporanea italiani: Bellini & Merz al Castello di Rivoli.

Al.Ma., da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010


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