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Musei

Nuovi musei

L’Europa dell’Est guarda a Tate Modern e Bilbao

Budapest, Varsavia e Zagabria puntano in alto con nuovi grandiosi spazi per l’arte contemporanea

Il futuro Museo di Arte moderna a Varsavia

Budapest, Zagabria e Varsavia. Per molti dei Paesi dell’ex blocco comunista nell’Europa dell’Est il 2010 ha segnato il ventennale del passaggio al regime democratico. In questi anni il livello dell’arte moderna e contemporanea internazionale è cresciuto moltissimo, grazie a musei quali il Guggenheim di Bilbao, il MoMA di New York e la Tate Modern di Londra che hanno ampiamente contribuito all’apprezzamento dell’arte del dopoguerra. Nell’Europa dell’Est tuttavia, nonostante lo sforzo di Governi e addetti ai lavori per creare una rete di musei dinamici e innovativi, soprattutto negli ultimi cinque o sei anni, l’arte non si è sviluppata allo stesso ritmo dell’Occidente.
Con l’apertura dell’Europa dell’Est all’inizio degli anni ’90, si nutrivano grandi aspettative che alla rinascita culturale avrebbe fatto seguito quella artistica, come nei Paesi occidentali: in realtà i mercati nazionali dell’arte contemporanea restano tutt’oggi piuttosto esigui, e molte gallerie si affidano soprattutto al commercio con l’estero.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Richard Unwin, da Il Giornale dell'Arte numero 306, febbraio 2011


  • Il Museo Ludwig a Budapest. Ludwig Museum/© Richard Unwin
  • il Museo di Arte contemporanea a Zagabria

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