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Archeologia

Al British Museum i tesori afghani scampati alla furia talebana

Pendente in oro e pietre con la Signora degli Animali da Tillia Tepe, I secolo d.C.. Image: National Museum of Afghanistan © Thierry Ollivier / Musée Guimet

Londra. Nel marzo di dieci anni fa i talebani distruggevano i Buddha di Bamiyan, un evento sconvolgente immortalato in un video e trasmesso in tutto il mondo. Solo un mese prima gli stessi estremisti avevano fatto a pezzi migliaia di opere conservate nel Museo Nazionale di Kabul. Per celebrare la ricca tradizione del Paese, centro di passaggio lungo la Via della Seta, al British Museum dal 3 marzo al 3 luglio è allestita la mostra «Afghanistan. Crocevia del mondo antico», a cura di St John Simpson, con oltre 200 manufatti in prestito dal Museo di Kabul. A differenza di precedenti appuntamenti simili, la rassegna londinese utilizza il colore, la luce, le fotografie, i video e le opere dalla collezione del British per contestualizzare i reperti, dal III a.C. al I secolo d.C. Il percorso muove da una scultura (II secolo a.C.), rinvenuta negli anni ’70, restaurata ed esposta nel Museo di Kabul, dov’è stata distrutta dai talebani nel 2001. La maggior parte dei pezzi esposti è scampata alla furia talebana grazie alla lungimiranza del personale del museo, che nel 1988-89 aveva trasferito migliaia di reperti in un sotterraneo del palazzo presidenziale. Di questi oggetti si erano perse le tracce fino alla riapertura dei sotterranei, nel 2003. La rassegna ripercorre la storia e il patrimonio culturale del Paese, con le immagini panoramiche del paesaggio montuoso che fa da sfondo a sculture, avori, bronzi e ori, riportati alla luce tra il 1937 e il 1978. Tra i pezzi di spicco avori intagliati provenienti dai depositi segreti del Palazzo di Begram e il celebre tesoro battriano, una raccolta di oggetti d’oro rinvenuti in sei sepolture nomadi a Tillia Tepe. Chiude la mostra una sezione dedicata alle iniziative per la ricostruzione del Museo di Kabul, il restauro di edifici tradizionali e la tutela del patrimonio immateriale del Paese. Sponsor dell’evento la Bank of America Merrill Lynch.

Emily Sharpe, da Il Giornale dell'Arte numero 307, marzo 2011


  • Coppa d'oro da Tepe Fullol, 2200–1900 a.C. Immagine: National Museum of Afghanistan © Thierry Ollivier / Musée Guimet

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