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Mostre

Quant’era erotico il Medioevo

Uno specchio in avorio del XIV secolo con scene di corteggiamento amoroso

Bilbao (Spagna). Vergini, cospiratrici, madri, seduttrici, sante: le raffigurazioni femminili nel Medioevo erano molto variegate. Più di 50 oggetti dal XIII al XV secolo tra dipinti, tessuti, articoli per la toeletta, sculture, mobili, gioielli in oro e argento e cinture di castità, sono riuniti fino al 15 maggio al Museo de Bellas Artes nella mostra «C’è di più in te. Donne nel Medioevo». «Oggi l’immaginario femminile viene usato per vendere qualsiasi cosa, dichiara la curatrice Corinne Charles. Volevo capire come mai le donne fossero così diffusamente rappresentate nelle arti medievali». La mostra vuole sfatare alcuni luoghi comuni sulle donne nel Medioevo. «Le donne di quell’epoca, continua la Charles, avevano potere economico e politico e più libertà di quelle del Rinascimento, quando tutto si riduceva a dover trovare un marito». Secondo la curatrice la cintura di castità, ritenuta una restrizione alla libertà delle donne durante l’assenza dei mariti, era invece uno strumento erotico: «Per ragioni di salute è impossibile indossare una cintura di castità per più di poche ore. Penso che fosse usata come oggetto erotico nel gioco sessuale». Tra i migliori pezzi esposti, uno specchio in avorio del XIV secolo con scene di corteggiamento amoroso e due manoscritti di collezioni svizzere: il Roman de la Rose, poema illustrato del XIII secolo sull’amore cavalleresco iniziato da Guillaume de Lorris e completato da Jean de Meun, e la Cité des Dames di Christine de Pizan, ritenuta da alcuni studiosi una femminista ante litteram e che immagina una città costruita e gestita esclusivamente da donne.

Emily Sharpe, da Il Giornale dell'Arte numero 307, marzo 2011


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