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Gli amici dei mostri


Autosilo bunker

Autosilo comunale, Saint Raphaël, Bouches du Rhône, Francia

Caro Gaggero,
Avrai notato che gli autosili presentano sempre un aspetto inquietante. Non è solo la loro frequente sotterraneità, né l’inviluppo cervellotico delle rampe (non sai mai a che piano sei e comunque perdi subito l’orientamento nord-sud), è che questi contenitori di automobili sono concepiti esclusivamente in funzione dei veicoli e mai delle persone che li frequentano. Perfino le pavimentazioni lisce e colorate sono studiate per diminuire l’attrito degli pneumatici, non già per ingentilire gli ambienti. Talvolta gli autosili sono minacciosi e terrorifici anche all’esterno, come nel caso che ti presento. Qui si è tentato di aggraziarne le forme con vasche a fioriera e con pannelli rigati, ma l’immagine è quella di un carcere oppure quella di un bunker con feritoie. La parete che contiene le auto è articolata e piena di fessure (per meglio esalare i fumi dei motori, e anche per motivi antincendio) e niente la può assimilare a quella di un tradizionale edificio urbano. Siamo in un centro storico, uno dei più ammirati della Côte, e per non oltraggiarlo con le auto in sosta lungo le strade o sulle piazzette, gli si è ficcato questo ordigno edilizio in pieno cuore.
q Luccardini

Caro Luccardini,
è vero gli autosilos sono disumani a volte anche inumani. D’altra parte sono stati fatti da un immobiliarista-costruttore che vuole fare soldi e destinati a stipare auto. Cosa c’entra dunque l’uomo. È vero che indirettamente sembra esserci un uomo anche nelle spoglie di un immobiliarista-costruttore, il che mi rendo conto sia piuttosto difficile da credersi; inoltre come negare che parcheggiare l’auto sia uno dei bisogni primari dell’uomo come mangiare, dormire ecc.? Resta il fatto che l’uomo resta nascosto quasi una specie di accessorio. Dunque solo rampe e piani con altezze al minimo, ascensori inquietanti e labirinti da incubo da affrontare per guadagnare l’uscita pedonale. Sarò sincero con te: l’uomo mi pare un prodotto di scarto del parcheggio, una scoria di cui liberarsi in qualche modo. Ciò premesso non mi dilungherò sulla pelle della scatola per automobili: dal suo punto di vista le case, le piazze e i palazzi sono veramente inutili. Parcheggio e ti saluto.
q Gaggero

di Gaggero & Luccardini, da Il Giornale dell'Arte numero 319, aprile 2012


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