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Londra

Nel 2013 poche nubi

L’analista Georgina Adam scruta l’orizzonte del mercato dell’arte nell’anno che si apre: nessun sintomo negativo

Londra. Nel gennaio 2012 le aspettative per il mercato dell’arte erano deboli, con la crisi dell’Eurozona e la recessione in molte delle maggiori economie mondiali.
Dato che nel corso dell’anno non è cambiato niente, almeno a livello macroeconomico, i mercanti d’arte hanno terminato il 2012 sorpresi del fatto che, per molti di loro, gli affari non siano andati poi così male come si aspettavano. Se non altro, i risultati ai massimi livelli del mercato non sono mai stati migliori; durante le aste newyorkesi dello scorso novembre sono stati spesi più di 1 miliardo di dollari, con Christie’s che faceva registrare il record di tutti i tempi per un’asta di arte contemporanea, con 412 milioni di dollari. Ma possiamo prevedere un simile successo per il prossimo anno?

L’1% dell’1%

Credo che la fascia alta del mercato continuerà a dare grandi risultati, soprattutto nei settori contemporaneo, impressionista e moderno. Per molte ragioni. In primo luogo, i tanti musei in costruzione in tutto il mondo sosterranno gli acquisti (cfr.
...
(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Georgina Adam , da Il Giornale dell'Arte numero 327, gennaio 2013


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