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Berlino

Alla ricerca delle opere del collezionista ebreo

Una mostra e un database aiutano i musei a rintracciare le opere di Alfred Flechtheim, scomparse in seguito alla persecuzione nazista

Berlino. La storia del mercante e collezionista ebreo Alfred Flechtheim, entusiasta promotore dell’arte espressionista e moderna nella Germania degli anni Venti, è stata ripercorsa da quindici musei tedeschi che hanno collaborato alla creazione di una mostra e di un database online. Saranno esposte circa 300 opere di provenienza Flechtheim insieme a fotografie, lettere e documenti. Gli organizzatori auspicano che il sito web diventi un catalizzatore per il recupero di opere di cui si sono perse le tracce in seguito alla persecuzione di Flechtheim da parte dei nazisti negli anni ’30. L’anima di «Alfred Flechtheim.com: mercante dell’Avanguardia» (online dal 9 ottobre) è Andrea Bambi, curatore ed esperto di ricerche sulla provenienza delle opere al Pinakothek Museums di Monaco. Flechtheim aprì la sua prima galleria a Düsseldorf nel 1913 e arrivò a gestire spazi a Berlino, Francoforte, Colonia e Vienna. Proponeva mostre di artisti come Max Beckmann, George Grosz e Paul Klee, ma essendo ebreo e promuovendo quasi esclusivamente arte «degenerata», attirò presto le attenzioni dei nazisti. «Dalle sue lettere si evince che i suoi problemi a vendere arte iniziarono nel 1933», spiega Bambi.
Dopo una campagna di diffamazione pubblica, nel 1935 Flechtheim si trasferì a Londra e portò all’estero gran parte della sua collezione. Morì in un incidente poco dopo aver lasciato la Germania. Le vicende di molte opere acquistate attraverso le gallerie di Flechtheim non sono ancora note. La mostra comprende fotografie di opere che erano esposte in musei tedeschi prima di essere rimosse nel 1937, ma non sono stati trovati documenti relativi a quelle confiscate nell’appartamento berlinese del collezionista. Gli organizzatori della mostra, grazie al suo formato online, hanno scelto di mostrare il verso di diverse opere. Le etichette trovate sul retro dei dipinti, provenienti presumibilmente dalle gallerie di Flechtheim, di recente hanno fatto notizia per aver portato all’arresto di Wolfgang Beltracchi, un falsario tedesco autore di contraffazioni di opere dell’avanguardia per diversi milioni di euro.
«Le etichette di Flechtheim sono molto diverse da quelle fatte da Beltracchi. Non avevano il suo ritratto», che è invece presente in quelle di Beltracchi, afferma Bambi.
Oltre alla mostra online, i musei partecipanti, che comprendono lo Sprengel Museum di Hannover, il Kunstmuseum di Bonn, il Museum Kunstpalast di Düsseldorf e l’Hamburger Kunsthalle, esporranno in sede opere dalle loro collezioni di provenienza Flechtheim a partire da ottobre e fino all’inizio del 2014.

Per maggiori dettagli: www.alfredflechtheim.com, online dal 9 ottobre

Julia Michalska, da Il Giornale dell'Arte numero 335, ottobre 2013


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