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Divagazioni disincantate e irridenti di uno storico dell’arte, Alessandro Morandotti


La solitudine del satiro

Lanzichenecchi arcimboldiani

Un roadshow promuove l’Expo mirando all’effetto speciale più che a comunicarne il tema

Le statue di Dante Ferretti in partenza per il roadshow di Expo 2015

«Sette statue per le strade del mondo sono andate / e perché non tornino, cari lettori, tutti insieme pregate». Si rimane increduli di fronte all’invenzione macchinosa del premio Oscar Dante Ferretti per promuovere i temi dell’Expo 2015, in «un roadshow internazionale (Roma, Tokyo, Pechino, Mosca, Buenos Aires, Rio de Janeiro)», come si leggeva in un comunicato stampa dell’evento. Si tratta della realizzazione di sette statue monumentali ispirate, a sentire lo scenografo, alle teste grottesche di Giuseppe Arcimboldo, ma forse, sarebbe meglio dire, ai suoi disegni per feste e tornei alla corte degli Asburgo. In realtà nient’altro che dei massicci lanzichenecchi, che stonerebbero persino in un’armeria pittoresca come quella del gentiluomo inglese Federico Stibbert a Firenze e di cui è difficile percepire a un primo sguardo il riferimento ai temi dell’Expo, di cui sono chiamati a essere testimonial nel mondo. Non sarebbe stato meglio, sul tema dell’alimentazione sostenibile, fare viaggiare ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Alessandro Morandotti, da Il Giornale dell'Arte numero 336, novembre 2013


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