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Mostre


Francesco Sagliano, il sentimento del vero

Una mostra al Pio Monte della Misericordia riscopre un protagonista dimenticato della pittura dell'Ottocento napoletano

Francesco Sagliano, «L’entrata di Vittorio Emanuele II a Roma»

Napoli. «Protagonisti dell’800: Francesco Sagliano (1827- 1890) dalle collezioni della Provincia di Napoli» è il titolo della rassegna espositiva che si tiene a Napoli dal 19 dicembre fino al 30 aprile nella sede della Galleria Moderna del Pio Monte della Misericordia.
È una piccola mostra di carattere monografico, nove i dipinti in tutto, imperniata sulla riscoperta di un pittore napoletano, caduto ingiustamente nell’oblio, Francesco Sagliano (Capua 1827- Napoli 1890). Per la prima volta si presentano al pubblico tutti i dipinti conservati nella collezione della Provincia di Napoli, accanto ai quali si affiancano tele recuperate dal patrimonio del Comune di Napoli, oltre a un'opera più nota del museo Nazionale di San Martino.
Sagliano rientra nel novero di artisti liberali che fecero dell’impegno antiaccademico una condizione necessaria per la rinascita artistica, preludendo agli ideali del Risorgimento e dell’unità d’Italia. Negli anni Quaranta compì la sua formazione con Francesco De Sanctis, e seguì i corsi di filosofia con Luigi Palmieri. Nel 1846 fu allo studio privato di Nicola Palizzi e, dal 1847 fino al 1851, frequentò la scuola «libera» di pittura diretta da Giuseppe Bonolis. Solo alla metà degli anni Cinquanta è iscritto in Accademia, dove consegue il Pensionato artistico nel 1859.
La sua pittura è segnata da un forte sentimento naturalistico di matrice palizziana, che caratterizza in maniera inconfondibile il suo stile. In tutte le opere del Sagliano si coglie il valore precipuo del «vero», anche quando realizza temi della storia immaginata alla Morelli. Grazie alla lezione dei maestri, Palizzi e Morelli, Sagliano raggiunge risultati altissimi, concorrendo al graduale processo di rinnovamento della pittura di storia con una cifra stilistica personale, dinamica e moderna.
In mostra sono presenti le opere più significative dell’attività che dagli anni Sessanta va fino alla fine degli anni Ottanta: i due dipinti, più antichi, «La madre di Corradino davanti al cadavere del figlio» e, la più piccola versione, «Margherita visita la tomba del figlio», seguono un dettato formale più vicino al modello de «Gli Iconoclasti» di Morelli. Le opere furono realizzate in occasione di un concorso di pittura di storia bandito nel 1863 dal Comune di Napoli, mentre, il grande dipinto con «L’entrata di Vittorio Emanuele II a Roma», commissionato dal ministro Cesare Correnti e premiato all’Esposizione di Vienna del 1873, offre una diversa, più ariosa, concezione della storia, che fa scoprire un artista originale e inconsueto. La rappresentazione s’incentra sul festeggiamento per accogliere il re: sul Pincio e in piazza del Popolo si riversa una folla immensa, occupando tutte le strade della capitale d’Italia.
Altri dipinti di storia sono ispirati, invece, alla Grecia classica: «Anthesterios. Ultimo giorno dei Baccanali. Fêtes et courtisanes de la Grèce» è ambientato in una casa di Pompei e «Le Spartane alle feste di Bacco» ritrae un corteo di fanciulle, dedite al culto di Bacco, che a passo cadenzato percorrono un sentiero in un paesaggio fitto e rigoglioso che le conduce ad un tempio.
Come manifesto e copertina della mostra l'opera «Impressioni di una fanciulla» sottolinea meglio di tutti il carattere di sperimentazione romantica del suo naturalismo. Il giardino dove la fanciulla è in posa è il delicato contesto naturale alle «impressioni» della giovane, assorta nella lettura e ritemprata dalla meditazione del luogo.
In piena maturità mette in atto la drammatica storia di «Santa Margherita da Cortona» con risultati di perfetto equilibrio tra naturalismo di Palizzi e concezione immaginaria di Morelli. L’ultimo dipinto di storia, commissionato a Sagliano poco prima di morire e rimasto incompiuto, è la scena della cerimonia inaugurale de «La prima pietra del Risanamento a Napoli», uno degli eventi che stravolsero radicalmente il volto della Napoli antica.

di Luisa Martorelli, edizione online, 19 dicembre 2013


  • Francesco Sagliano, «Impressioni di una fanciulla»

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