Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Documenti


Dopo secoli di irresistibile attrazione

Jean Clair: l'irrimediabile divorzio tra arte e scienza

E l’arte è la grande perdente Da quando l’arte ha ceduto il monopolio dell’oggettività alle scienze, conservando per sé solo l’«ipertrofia morbida dell’ego» che caratterizza il sedicente genio dell’artista, e la scienza, perduta nei suoi grafici e nelle sue specialità frammentate, si è tagliata fuori dal mondo reale, nessun dialogo è più possibile. Un divorzio che è una catastrofe spirituale

La mia prima emozione che potessi qualificare come artistica la provai in un museo scientifico: al Conservatoire des Arts et Métiers di Parigi, davanti ai piccoli strumenti di vetro e di rame che Lavoisier utilizzava nel suo laboratorio. Si trattava di arte? Il nome del museo lo asseriva: Conservatorio delle Arti e dei Mestieri. Ora non si chiama più così, ma è intitolato «Museo delle tecniche».
Solo più tardi ho ritrovato lo stesso piacere in un museo detto «delle Belle Arti», mi pare fosse davanti alla Madonna del cancelliere Rolin, al Louvre, la cui precisione ottica mi incantava.
E solo più tardi ancora compresi che gli oggetti della scienza erano a volte delle opere d’arte, e che le opere d’arte erano spesso oggetti scientifici. L’estetica a volte poteva essere un’euristica.
La più bella dimostrazione di questa equazione l’ha fatta Claude Lévi-Strauss, a proposito di un ritratto di dama di Cluet di cui ammirava la «collerette». L’emozione ...
...
(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Jean Clair , da Il Giornale dell'Arte numero 337, dicembre 2013


Ricerca


GDA ottobre 2017

Vernissage ottobre 2017

Vedere a ...
Vedere in Emilia Romagna 2017

Vedere a Firenze e in Toscana 2017

Vedere in Puglia e Basilicata 2017


Società Editrice Umberto Allemandi & C. spa - Piazza Emanuele Filiberto, 13/15, 10122 Torino - 011.819.9111 - p.iva 04272580012