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Mostre


Monaco di Baviera

Bellotto in tour

I pellegrinaggi del nipote di Canaletto per le corti europee

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Monaco di Baviera. Quando lavorò in Polonia e in Paesi di lingua tedesca, Bernardo Bellotto (1721-80) usò e fu conosciuto con il più celebre nome dello zio, «Canaletto». Da qui il curioso titolo della mostra organizzata all’Alte Pinakothek dal 17 ottobre al 18 gennaio: «Canaletto. Bernardo Bellotto dipinge l’Europa». È la prima importante rassegna dell’artista in Germania da cinquant’anni a questa parte e presenta circa 65 dipinti. Se Canaletto non insegnò direttamente al nipote a dipingere, di certo lo influenzò profondamente. Le vedute di Bellotto ricordano molto lo zio nello stile, nel soggetto e nell’uso della camera oscura ma, durante i suoi viaggi nell’Italia settentrionale negli anni Quaranta del Settecento, il suo lavoro prese gradualmente le distanze da quello dell’illustre maestro. La carriera di Bellotto si differenzia ulteriormente da quella di Canaletto per un aspetto importante: il mecenatismo. Se Canaletto lavorava prevalentemente per i «milord» giunti in Italia in occasione del Grand Tour (oltre che per qualche aristocratico e alto borghese francese e tedesco), Bellotto fu per tutta la vita pittore di corte. Nel 1747 venne invitato dall’elettore di Sassonia e re di Polonia Federico Augusto II/III (che aveva voluto Canaletto) alla sua corte di Dresda. Nel giro di un anno Augusto fu talmente colpito da nominare Bellotto pittore di corte e premiarlo con il compenso più alto mai riconosciuto a un pittore ufficiale. L’artista eseguì vedute della città e una serie di grandi tele di paesaggi locali, ma il sogno finì con la guerra dei Sette Anni (1756-63), quando le truppe prussiane occuparono e distrussero gran parte della città. L’elettrice di Sassonia Maria Giuseppa concesse all’amato artista di trasferirsi a Vienna (l’imperatrice Maria Teresa era sua cugina) fino al 1761, quando l’imperatrice lo raccomandò alla cugina, l’elettrice di Baviera, Maria Sofia.
Al centro di questa mostra sono due vedute dello Schloss Nymphenburg, entrambe del 1761, commissionate dall’elettore Massimiliano III Giuseppe e recentemente restaurate. Un anno dopo Bellotto cercò senza successo un lavoro a Dresda, prima di partire alla volta della corte di Caterina la Grande. All’inizio del 1767 si fermò a Varsavia. Stanislao II Poniatowski era stato eletto re come successore di Augusto III e persuase Bellotto a rimanere, nominandolo pittore di corte. Negli ultimi anni fu molto produttivo ma il suo lavoro mostra i segni del declino. Morì a Varsavia nel 1780.

di Donald Lee , da Il Giornale dell'Arte numero 346, ottobre 2014


  • Bernardo Bellotto,«Capriccio architettonico con la scalinata di un palazzo», 1762, Amburgo, Kunsthalle. © Hamburger Kunsthalle

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