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Vernissage


Parigi

Nella sua reggia barocca Picasso svela nuovi segreti

Si è riaperto il museo che conserva la più vasta collezione al mondo dell’artista spagnolo: tra le novità, la collezione privata e un organismo nascosto nel ventre di una scultura

Un'altra sala del museo. Foto Luana De Micco.

Il museo che raccoglie la più vasta collezione al mondo di Pablo Picasso (Malaga, 1881 - Mougins, 1973), ceduta allo Stato francese dagli eredi dell’artista, ha aperto le porte al pubblico lo scorso 25 ottobre al 5 rue de Thorigny, nell’Hôtel Salé, appena restaurato (cfr. lo scorso numero di «Il Giornale dell’Arte», p. 24). Durante i cinque anni di lavori, le opere di Picasso hanno fatto il giro del mondo e le mostre itineranti hanno permesso all’ex presidente dell’istituzione, Anne Baldassari, di raccogliere 32 milioni di euro per finanziare la ristrutturazione, affidata all’architetto Jean-François Bodin, su un budget totale di 53 milioni. È stata la stessa Baldassari, sostituita tra le polemiche da Laurent Le Bon alla testa del museo a pochi mesi dall’inaugurazione, a curare l’allestimento di apertura: «Abbiamo voluto privilegiare il processo di creazione, mostrare le logiche sotterranee che portano alla nascita delle opere. I singoli capolavori sono meravigliosi, ma da soli non bastano per comprendere l’artista.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 347, novembre 2014


  • Lo scalone d’onore  con il lampadario  di Diego Giacometti. Foto Luana De Micco.
  • La sala con,  al centro, «Femme lançant une pierre» (1931). Foto Luana De Micco.
  • Anne Baldassari «scopre» un’opera di Picasso. Foto Luana De Micco.
  • na veduta della sala con, al centro, «La Chèvre» (1950). Foto Luana De Micco.
  • Una veduta esterna dell’Hôtel Salé. Foto Luana De Micco.

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