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Vernissage


Berlino, Londra e Los Angeles

Se è virtuale, la realtà è più reale

Ryan Trecartin: «Nei miei video voglio mostrare un riflesso di qualcosa che consenta di vederlo in maniera meno artefatta di quanto avviene nella vita vera. Possono sembrare angoscianti, ma la distruzione e la perversione permettono l’evoluzione degli stati dell’essere»

Uno still dal video «CENTRE JENNY». Courtesy Regen Projects, Los Angeles and Andrea Rosen Gallery, New York; © Ryan Trecartin

Internet e i mutamenti culturali che ha generato stanno cambiando il modo in cui parliamo, agiamo e ci relazioniamo con gli altri. Ma i progressi tecnologici stanno ormai superando la nostra capacità di elaborarli e comprenderli. Sono questi, a grandi linee, i temi principali dei video del trentatreenne texano Ryan Trecartin, creati in collaborazione con la coetanea Lizzy Finch (Bloomington, Indiana) e proposti in installazioni teatrali insieme agli arredi scenici usati per la loro realizzazione. L’editing frenetico, le animazioni allucinatorie, la colonna sonora ad alto volume e le azioni e i discorsi sconclusionati dei protagonisti danno vita a ritratti della generazione Youtube, un assalto affascinante, inquietane e alienante, ma anche indimenticabile, ai sensi dell’osservatore. Ora i due artisti, che si sono conosciuti alla Rhode Island School of Design mentre frequentavano il Bachelor of Fine Art terminato nel 2004, sono i protagonisti della mostra «Priority Innfield» in corso alla Zabludowicz Collection di Londra fino al 21 dicembre, nella quale sono esposti i video realizzati per la Biennale di Venezia del 2013 e una nuova opera.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Cristina Ruiz, da Il Giornale dell'Arte numero 347, novembre 2014


  • Una veduta dell’installazione  «Lizzie Fitch/Ryan Trecartin, Priority Innfield» (2013)  alla Zabludowicz Collection di Londra. Foto Stuart Whipps
  • Ryan Trecartin e Lizzie Fitch. © Pierre Antoine
  • Uno still da «ITEM FALLS» (2013). Courtesy Regen Projects, Los Angeles and Andrea Rosen Gallery, New York; © Ryan Trecartin
  • Un «personaggio» della photostory «ANIMATION COMPANION» (2014). Courtesy Ryan Trecartin; Andrea Rosen Gallery New York; Regen Projects Los Angeles; and Sprüth Magers Berlin London.

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