Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Documenti

Caccia al tesoro: il bottino d'arte razziato dai nazisti

Che film! Ma non c'è ancora il gran finale

Ora George Clooney celebra l’operato dei Monuments Men durante e dopo la seconda guerra mondiale. Migliaia (qualcuno dice milioni) di opere confiscate dai nazisti mancano però ancora all’appello

«L'Astronomo» (1668) di Vermeer, sottratto alla famiglia Rotschild.

L’ignobile affermazione di Hermann Göring, «Ho intenzione di razziare, e intendo farlo a fondo» tornò a perseguitarlo quando fu chiamato a deporre al processo di Norimberga. Göring sostenne che sottrarre cibo e altro materiale dai Paesi occupati era stato un contributo fondamentale e legittimo per la macchina da guerra nazista. Si tratta di cifre impressionanti: 5mila campane di chiese e cattedrali, 300 tram da Amsterdam e quasi 30mila vagoni ferroviari zeppi di oggetti di uso domestico, dalle lampadine ai giocattoli, partiti dalla sola Francia alla volta del Reich. E naturalmente anche centinaia di migliaia di opere d’arte. «I capolavori mi fanno sentire vivo e pieno di energia», dichiarò Göring che, con Joachim von Ribbentrop, Alfred Rosenberg e altri membri dell’élite nazista, organizzò la spoliazione culturale sistematica per impoverire gli ebrei, arricchire i gerarchi e riempire le gallerie del colossale Führermuseum di Hitler, che avrebbe dovuto essere costruito a Linz, in Austria.
La scoperta a Monaco delle opere d’arte di Cornelius Gurlitt (cfr.
...
(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Robert Bevan, da Il Giornale dell'Arte numero 339, febbraio 2014


  • Soldati statunitensi con alcune opere recuperate sotto la supervisione del curatore James Rorimer, futuro direttore del Metropolitan di New York.

Ricerca


GDA ottobre 2018

Vernissage ottobre 2018

Vedere a Matera 2018

Vedere a ...
Vedere in Emilia Romagna 2018

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012