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Aste

Pechino

La Cina riprende quota

Dopo il crollo del 2013, Poly e China Guardian hanno avuto un aumento di fatturato

Un'asta in Cina

Per il 2013, le principali case d’asta cinesi, Poly Auction e China Guardian, hanno dichiarato risultati di vendita in crescita, dopo il dimezzamento dell’anno precedente. Sotheby’s e Christie’s, che hanno tenuto le loro aste inaugurali in Cina continentale lo scorso anno, hanno anch’esse dichiarato vendite più consistenti in Asia nel 2013. Da Poly Auction gli introiti sono cresciuti da 6,1 miliardi di yuan (cioè 965 milioni di dollari) nel 2012 a 7,9 miliardi di yuan (1,3 miliardi di dollari) nel 2013, mentre da China Guardian sono saliti da 5,2 miliardi di yuan (820 milioni di dollari) a 6,6 miliardi di yuan (1 miliardo di dollari). Entrambe le case d’asta hanno dichiarato numerose aggiudicazioni superiori al milione di dollari, come «Tajik Bride», di Jin Shangyi, 1984, venduto per 85,1 milioni di yuan (14 milioni di dollari) da China Guardian in novembre. Continuano a esserci dubbi circa l’attendibilità delle cifre provenienti dalla Cina continentale, il cui mercato dell’arte è notoriamente affetto da falsi e da mancati pagamenti.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Melanie Gerlis, da Il Giornale dell'Arte numero 339, febbraio 2014


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