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Mostre


Madrid

Trame in convento

Al Prado arazzi e cartoni disegnati da Rubens

L'arazzo "La Chiesa trionfante (1621-28) di Jan Raes e Jacques Geubels

Nel Seicento gli arazzi erano lo status symbol per eccellenza. Più grandi di quadri e sculture (solitamente collocati in studioli e gallerie), venivano esposti nelle sale destinate ai ricevimenti. Inoltre, a differenza di altre opere d’arte, si potevano trasportare facilmente. Gli arazzi non solo viaggiavano con i loro proprietari, ma erano spesso esposti ai balconi dei palazzi o incorniciati e portati nelle piazze in occasioni pubbliche come i compleanni e i matrimoni dei regnanti, le canonizzazioni o altre cerimonie religiose. Erano anche incredibilmente costosi. In un archivio per il cardinale Richelieu del 1634, si riferisce che due arazzi (di una serie di 20) valevano 52mila libbre, mentre la sua intera collezione di quadri era stimata 81mila libbre. Molti arazzi venivano realizzati nelle Fiandre, allora possedimento degli Asburgo di Spagna governato da reggenti locali. Alla morte del reggente Alberto nel 1621, la vedova Isabella Chiara Eugenia decise di ritirarsi nel convento di clausura delle Descalzas Reales di Madrid.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Donald Lee, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014


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