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Napoli

Fanzago riconosciuto dall'altra parte dell'Oceano

Tre figure di Virtù rubate a fine anni Settanta dal ciborio di Cosimo Fanzago, Francesco Balsimelli e aiuti sono tornate a ornare il timpano del prezioso manufatto barocco grazie a un intervento avviato dal Nucleo di Tutela dei Carabinieri e dalla Soprintendenza al Polo Museale di Napoli. Il merito, tuttavia, è della studiosa Paola D’Agostino della Yale University, che ha segnalato le opere di Fanzago identificandole nelle sculture pubblicate nel catalogo del Museo Lia di La Spezia (una di esse è in copertina), dove recano l’attribuzione a Fra’ Guglielmo della Porta. Il ciborio, che per qualità d’intarsi marmorei e pietre dure rappresentò una forte attrattiva alla mostra del 1984 «Civiltà del Seicento a Napoli», si trovava a Capodimonte dal 1982, cioè da quando la Soprintendenza decise di trasferire nei propri depositi tutte le opere superstiti della Chiesa di Santa Patrizia che era stata oggetto di reiterati saccheggi, tra cui il dipinto di Fabrizio Santafede che si trovava sull’altare maggiore. Al ciborio, mancavano la croce soprastante, lo sportello centrale costituito da un diaspro dipinto con la Vergine Assunta, le figure in bronzo dorato di Virtù e le statuette nelle nicchie.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Luisa Martorelli , da Il Giornale dell'Arte numero 341, aprile 2014


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