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Editoriale


Les tam-tam du paradis

Franco Fanelli

Dopo Art Basel a Miami e Frieze a New York, anche la Fiac attraversa l’Atlantico: dal 27 al 31 maggio del 2015 la fiera parigina avrà infatti la sua prima edizione a Los Angeles.
Sebbene il traffico fieristico in primavera sia letteralmente intasato (tre settimane dopo apre Basilea e due mesi prima si saranno svolte le mostre mercato newyorkesi), è un rischio calcolato: Los Angeles non è un paradiso fiscale come lo è Hong Kong per i clienti di Art Basel, ma sulla West Coast non esiste una fiera d’arte contemporanea di prestigio tale da attrarre non solo compratori locali (in primis le star hollywoodiane) e collezionisti di peso, come Eli Broad che il prossimo anno aprirà nella «città degli angeli» e del tenente Colombo un suo museo, ma anche quelli provenienti dal Centro e Sud America e dall’Asia. Così, con buona pace dei romanticoni e dei campanilisti, anche la fiera che più si è identificata, per stile, cultura e atmosfera, con la sua città d’origine, apre la sua stagione «global», forte di un brand che, in crisi nera sino a dieci anni fa, ha rapidamente riguadagnato posizioni in classifica.
Dopo le megagallerie
, quindi, le stesse superfiere diventano multinazionali; alle altre non resteranno che le briciole, come avviene nel mercatino italiano, dove le mostre mercato fanno a gara per copiarsi e clonarsi sotto marchi diversi ma con confezioni e contenuti analoghi, disputandosi, in questa guerra dei bottoni, stand e clienti.
Noi riusciamo a esportare la moda, il cinema di Sorrentino, il caffè di Illy, i gelati di Grom e persino il Giro d’Italia, che quest’anno è partito dall’Irlanda, ma l’arte contemporanea e il suo apparato proprio no. Quando ormai, a conti fatti, probabilmente a un gallerista costerebbe meno «abbonarsi» a un circuito fieristico itinerante che affittare uno spazio fisso. Noi, da provincia quale siamo, stiamo a guardare e a non toccare.
E fa quasi tenerezza, più che malinconia, il curatore di una mostra aperta in questo periodo in una galleria milanese che spiega nel comunicato stampa che «sarà disponibile dopo il 21 maggio in quanto in partenza per Londra e Hong Kong per le fiere d’arte internazionali». È un crepuscolo paolocontiano: «Ah, il a fait des voyages/ foudroyé, foudroyé par un mirage/il est séduit, il a choisi:/les tam-tam du paradis».

di Franco Fanelli, da Il Giornale dell'Arte numero 343, giugno 2014


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