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La ministra porta l’arte in nove fabbriche

Aurélie Filippetti © MCC / Didier Plowy

Parigi. Opere d’arte prestate da grandi musei ed esposte nelle fabbriche. Succede in Francia, dove la ministra della Cultura Aurélie Filippetti (nella foto), con il nuovo progetto «L’entreprise à l’œuvre», intende così avvicinare il mondo del lavoro a quello dell’arte. A partire da ottobre, dunque, nove minimostre saranno allestite all’interno di nove aziende francesi (i cui nomi non sono stati ancora resi noti). Si sa già invece che le opere arriveranno da grandi istituzioni nazionali, pubbliche e private. Hanno aderito per ora il Musée de Cluny du Moyen Âge, il Quai Branly e il Musée Guimet di Parigi, il Musée Chagall di Nizza, il Musée Léger di Biot, il Musée de la Renaissance di Écouen e la Cité de la céramique di Sèvres. Ogni mostra presenterà da una a un massimo di otto opere, per ragioni di sicurezza. Per esempio, la tela di Léger, «Les constructeurs» (1950), 2x3 metri, sarà esposta da sola. «Sin dal mio arrivo, ho desiderato ampliare il campo d’azione degli artisti e diversificare gli operatori e i partner. Ho anche affermato l’ambizione di favorire gli incontri tra le persone e le opere d’arte nei luoghi della vita quotidiana», ha osservato la ministra.
Il progetto, che sarà rinnovato i prossimi anni, comprende anche residenze per artisti nei siti industriali. Un programma, da realizzare in collaborazione con il Ministero dell’Economia, che è già stato avviato in alcune regioni di Francia. Così l’artista Maeva Barrière, che lavora sull’arte plastica culinaria, ha coinvolto nella realizzazione di un’opera d’arte i dipendenti della fabbrica di biscotti Poult, nel Sud della Francia.

di Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 343, giugno 2014


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