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Archeologia


Puglia

Le Veneri non si erano mai mosse

Incuria e degrado nelle grotte del Salento

È grave la situazione delle grotte neolitiche del Salento, ancora poco conosciute e studiate, mentre più di 20mila preziosi reperti raccolti oltre 40 anni fa, sono in buona parte introvabili, smarriti da mezzo secolo nei depositi e nei cassetti di Università e Soprintendenze, non solo pugliesi. Una delle grotte santuario, tra le più importanti e trascurate d’Europa, è la Grotta dei Cervi di Porto Badisco (Otranto) scoperta da speleologi di Maglie nel 1970. Sopra le fragili cavità sotterranee, una strada è percorsa giorno e notte da automobili che provocano danni incalcolabili «perfino giganteschi Tir vietati da un regolamento inapplicato» denuncia da anni Italia Nostra. La Grotta dei Cervi è il complesso pittorico neolitico più grande d’Europa con i suoi 3mila graffiti colorati tra 7000 e 10000 anni fa con guano di pipistrello e ocra rossa, una meraviglia per fortuna vietata ai visitatori. Aspetta da 44 anni di essere salvata: «La grotta si sta sgretolando nell’indifferenza generale: corrosione, esfoliazione, disgregazione dei fantastici dipinti, pittogrammi poco studiati che la rivestono.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Tina Lepri, da Il Giornale dell'Arte numero 343, giugno 2014



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