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I maestri milanesi del lusso e la dote delle spose di casa Gonzaga

Le ricerche d'archivio di Paola Venturelli gettano luce sui reali artefici di splendide opere glittiche «di bottega milanese»

La copertina di "Vincoli d'amore" di Paola Venturelli

I meravigliosi oggetti di cristallo e pietre dure dei maestri di Milano tra Rinascimento e Barocco, veri status symbol del loro tempo, non solo sono conosciuti, ma anche vivamente apprezzati. Gli esemplari conservati al Prado di Madrid a quelli del Louvre di Parigi, al Museo degli Argenti di Firenze, al Kunsthistorisches Museum di Vienna sono stati di recente catalogati e studiati; monografie appropriate hanno scandagliato le collezioni dei Gonzaga di Mantova e dei Medici di Firenze; i più celebri pezzi lapidei milanesi sono stati convenientemente ricordati ed esposti in prestigiose esposizioni europee e sono oggi noti anche al grande pubblico. È pure assodato presso gli specialisti ed il pubblico attento «il fatto che le botteghe milanesi abbiano detenuto il monopolio indiscusso per la produzione di intagli e cammei e che l’amore principesco per il lusso abbia a lungo privilegiato questa categoria di manufatti, perfetti per concretizzare il fasto come simbolo del potere». I lavori pionieristici di Ernst Kris (1927, 1929, 1930), le indagini seguenti di Diego Angelo Iñiguez sul Tesoro del Delfino al Prado di Madrid (1944) e quelle di Rudolph Distelberger (1975, 1978-79, 1983 e 1999) hanno posto in luce gli apporti italiani e soprattutto milanesi alle opere glittiche del tempo considerato.
Tuttavia per quanto riguarda Milano finora ci si è fermati perlopiù alla dicitura di «bottega milanese»: etichetta di comodo, dietro alla quale «si cela l’assenza di informazioni sugli autori e sulla realtà artigiana» nella quale vennero realizzati i capolavori di volta in volta presentati. Eppure ad esempio Paolo Moriggia (1525-1604) nelle sue opere dell’ultimo decennio del Cinquecento (Storia dell’antichità di Milano, 1592; La nobiltà di Milano, 1595) ha ricordato molti nomi di intagliatori di pietre due, che hanno fatto grande la Milano del tempo.
Paola Venturelli si è domandata allora opportunamente: «Ma chi sono allora i Miseroni, i Saracchi, Annibale Fontana e gli altri autori citati dall’informatissimo Paolo Moriggia? Come si formano? Cosa producono? Come e per chi?».
Inizia proprio di qui l’encomiabile e raffinata ricerca sulle fonti archivistiche da parte di Paola Venturelli per dare una risposta pertinente, anche se non esaustiva, a queste domande. La ricerca ha individuato «personalità, modalità lavorative, pratiche esecutive e committenze, nel tentativo di tratteggiare la storia di questa forma d’arte e i suoi diversi capitoli», all’interno di un preciso milieu storico e culturale.
L’abbondante  materiale scoperto dalla lucida, difficile e faticosa ricerca di Venturelli ha consentito «di delineare la biografia dei più noti maestri operosi in questo settore - i Miseroni, Francesco Tortorino, Annibale Fontana, i Saracchi - e fatto emergere l’incisiva traccia lasciata dalla bottega degli Scala, oggi poco nota, ma un tempo attivamente operosa oltre che per la corte dei Gonzaga, anche per i Savoia e per i duchi di Monaco di Baviera». È rispuntata anche la nuova personalità di Gerolamo Desio, orafo e intagliatore di meravigliosi cammei (prima assegnati ad Alessandro Masnago celebre maestro attivo per l’imperatore Rodolfo II) a Milano negli anni Settanta del Cinquecento.
I nuovi documenti proposti dalla studiosa hanno consentito inoltre di individuare la storia pregressa di opere specifiche: ad esempio, dello stupendo piatto di lapislazzuli con cammei raffigurate gli Imperatori e al centro la Leda con il cigno ora al Kunsthistorisches Museum di Vienna e nel 1598 a Torino tra gli oggetti di Caterina d’Austria, figlia di Filippo II e moglie dal 1585 del grande duca Carlo Emanuele I di Savoia. Come pure si è potuto ritrovare un cammeo eseguito da Annibale Fontana un tempo nella collezione Settala di Milano e oggi al Museo degli Argenti di Firenze: si tratta dell’unico finora noto del celebre artista.
L’opera innovativa si pone come snodo cruciale di nuove conoscenze per gli studiosi. In un tempo come il nostro, di corsa, in cui sovente nel campo artistico la ricerca di base latita e i «libri ex libris fiunt», lo sforzo culturale di Paola Venturelli, sicuramente una delle maggiori personalità del settore, che ha all’attivo un curriculum di ampio orizzonte e di sempre profonda introspezione, si pone davvero come un esempio.

A cura della stessa Venturelli, segnaliamo anche il volume dal poetico titolo Vincoli d’amore. Il  libro reca in copertina un significativo lavoro dell’ambito di Frans Pourbus rappresentante il particolare di un Ritratto di gentildonna. L’immagine non è che l’antiporta; infatti il volume è tutto dedicato alle «spose di casa Gonzaga o spose giunte in casa Gonzaga lungo un arco di tempo che coincide con gli anni del dominio di questa grande dinastia, dagli inizi del XV secolo all’aprirsi del XVIII». Un volume denso e significativo a cui hanno collaborato alcuni dei più validi esperti del settore: Rodolfo Signorini, Roberto Maestri, Raffaele Tamalio, Leandro Ventura, Giancarlo Malacarne, Roberta Piccinelli, Mariarosa Palvarini Gobio Casali, Dante Chizzini, Daniela  Ferrari. I temi affrontati nello studio sono i più vari: dai  gioielli e dai cofanetti donati alle spose, alle sculture effimere per banchetti nuziali. Non manca un excursus nella gastronomia locale con pranzi  da tredici portate dove in marzapane c’era anche la riproduzione del monumento di Marco Aurelio del Campidoglio e fantastiche statue di zucchero e burro fatte su disegno di grandi scultori e tutte da mangiare (che delizia per uno storico dell’arte affondarci i denti!). E qui la storia ritorna, poiché l’attuale moda delle torte super decorate con glasse  di consistenza scultorea e  con la diffusione dei  più stravaganti decori per cupcake ha in realtà radici molto antiche, e tutte italiane.

Splendidissime gioie. Cammei, cristalli e pietre dure milanesi per le corti d’Europa (XV-XVII secc.), di Paola Venturelli, 352 pp., Edifir, Firenze 2013, € 25,00

“Vincoli d’amore”. Spose in casa Gonzaga tra XV e XVIII secolo. Catalogo della mostra: Mantova, Palazzo Ducale, 18 ottobre 2013 – 6 gennaio 2014, a cura di Paola Venturelli, Skira, 216 pp., Milano 2013, € 29,00

di Arabella Cifani, edizione online, 15 luglio 2014


  • La copertina del volume Splendidissime gioie di Paola Venturelli

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