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Archeologia


Egizi di Leida

Al Museo Civico Archeologico di Bologna la civiltà faraonica in 500 pezzi

Statue di Maya e Meryt, XVIII dinastia, regni di Tutankhamon (1333 – 1323 a.C.) e Horemheb (1319 – 1292 a.C.) Calcare Collezione D’Anastasi Rijksmuseum van Ouheden, Leiden,

Bologna. Cinquecento reperti provenienti soprattutto dalle raccolte egizie di Leida e Bologna, raccontano la civiltà faraonica in «Egitto. Splendore millenario. Capolavori da Leiden a Bologna» che apre il 16 ottobre (fino al 17 luglio) proprio presso il Museo Civico Archeologico della città felsinea.
Divisa in sette sezioni, la mostra a cura di Paola Giovetti e Daniela Picchi ripercorre le maggiori tappe della civiltà egizia dalla preistoria fino all’epoca romana. Si tratta di un evento che non ha molti confronti per la quantità di oggetti esposti e che possiede il suo punto di maggiore interesse nella riunione dei rilievi dalla tomba di Horemheb a Saqqara, rimossi nell’Ottocento e oggi conservati in vari musei. In quest’occasione, accanto ai frammenti già presenti a Bologna, sarà possibile ammirare alcuni di quelli conservati a Leida e uno proveniente invece dal Museo Egizio di Firenze.
Horemheb, che regnò alla fine della XVIII dinastia (1319-1291) e che possiede anche una tomba nella Valle dei Re (KV 57), si fece preparare la tomba di Saqqara quando era ancora generale di Tutankhamon (1331- 1323). La decorazione risente perciò ancora fortemente dell’influsso della precedente arte amarniana della quale mantiene intatta la vivacità e l’immediatezza. Dopo la spoliazione ottocentesca si era persa qualsiasi traccia dell’esatta localizzazione della tomba che è stata ritrovata soltanto in anni recenti grazie a una missione congiunta anglo-olandese. Nel corso degli stessi scavi è stata anche localizzata la tomba del sovrintendente al tesoro reale di Tutankhamon Maya e della sposa Meryt.
La raccolta egizia di Leida possedeva già dal 1828 una coppia di statue dei due personaggi anch’esse esposte a Bologna. È la prima volta che i due capolavori, splendidi esempi scultorei che anticipano le forme ricche e opulente della successiva arte ramesside, lasciano Leida.

Info: http://www.mostraegitto.it/

di Francesco Tiradritti, da Il Giornale dell'Arte numero 357, ottobre 2015


  • Statua di Maya, XVIII dinastia, regni di Tutankhamon (1333-1323 a.C.) e Horemheb (1319-1292 a.C.) Calcare Collezione D’Anastasi Rijksmuseum van Ouheden, Leida
  • Rilievi con prigionieri di guerra condotti da soldati egiziani al cospetto di Tutankhamon XVIII dinastia, regno di Tutankhamon (1333 – 1323 a.C.) Calcare Saqqara, Tomba di Horemheb. Collezione Humbert Rijksmuseum van Ouheden, Leiden,
  • Manico di specchio, XVIII dinastia (1539 – 1292 a.C.), Legno e avorio, Collezione Palagi, Bologna, Museo Civico Archeologico
  • Elemento di pettorale a fiore di loto blu XVIII dinastia, regno di Thutmosi III (1479-1425 a.C.) Oro e vetro Collezione D’Anastasi, Rijksmuseum van Ouheden, Leida

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