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Editoriale


Il primo degli italiani

Anche noi vogliamo che il primo cittadino del nostro Paese sia come tutti chiedono che sia, ma vorremmo che, prima di tutto, egli fosse un uomo profondamente consapevole che il bene principale del Paese che si affiderà a lui sono le sue opere d’arte e la bellezza (residua) del suo paesaggio, naturale e urbano.
Egli dovrà tutelare i diritti e il benessere dei suoi cittadini al pari di qualsiasi altro membro dell’umanità, ma non dovrà dimenticare che, mentre tutti noi siamo transeunti ed effimeri, il nostro patrimonio artistico e paesaggistico durerà infinitamente più a lungo e che il nostro più importante dovere è di riconsegnarlo ai nostri successori meglio di come l’abbiamo ricevuto.
Noi vorremmo quindi che il presidente del nostro Paese fosse il cittadino che più di ogni altro si prodigherà affinché questa priorità assoluta dell’Italia, questa nostra ineguagliabile e vulnerabile ricchezza, venga sempre salvaguardata.
Non vi è altro deposito al mondo dove la memoria di quanto di rilevante per l’arte ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Umberto Allemandi, da Il Giornale dell'Arte numero 350, febbraio 2015


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