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Opinioni


Alice nel paese delle meraviglie

Se non lo sa lui

Ricordo una cena con una giovane e agguerrita consulente d’arte contemporanea che spendeva cifre ragguardevoli per acquistare le opere «giuste» che i suoi collezionisti dovevano avere in casa (aveva appena comperato un Damien Hirst, nella fattispecie un cuore, vero, trafitto da un pugnale, il tutto dentro un blocco di resina trasparente). A un certo punto feci il nome di Richard Tuttle e lei, senza fare una piega, mi disse che no, non lo conosceva proprio. Come se le avessi citato un artista dilettante amico di famiglia dedito a ritrarre vasi di fiori e marine.
Mi auguro che per ampliare le sue conoscenze la giovane consulente abbia avuto occasione di andare a Londra in questo periodo a vedere l’enorme scultura di Richard Tuttle che fino al 6 aprile occuperà la Turbine Hall della Tate Modern.
La grande installazione si intitola «I don’t know. The weave of textile language» («Non so. La trama del linguaggio del tessuto»). Come anche in altre opere di Tuttle il titolo non solo non aiuta, ma anzi un po’ confonde lo spettatore.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Giorgio Guglielmino, da Il Giornale dell'Arte numero 350, febbraio 2015


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