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Vasco, maestro solitario

Flaminio Gualdoni ricorda Bendini, uno dei padri nobili della pittura italiana, scomparso il 31 gennaio

Vasco Bendini, 1922-2015

Roma. Vasco Bendini ci ha lasciato lo scorso 31 gennaio. Era uno dei padri nobili della pittura italiana sia per età (era nato nel 1922) sia per densità e qualità di esperienze. Bendini esordisce nella Bologna dell’immediato dopoguerra all’ombra di maestri autorevoli, Morandi e Guidi su tutti, e con l’avallo di studiosi come Volpe e Pallucchini. Dal figurare ordinario si stacca prestissimo, e già i primi anni ’50 lo vedono orientare una declinazione fortemente lirica dell’art autre, che Arcangeli, interlocutore privilegiato di una vita, vorrebbe d’aroma naturalistico, ma Bendini intende di ben altra cifra.
Da Bologna passa a Roma, complice primario Bruno Sargentini il quale assiste dai primi ’60 all’ampliarsi del suo energetismo espressivo nella direzione della situazione e dell’oggetto, sino a certe prove che valgono come incunaboli posti a un preciso «estremo di ricerca povera», secondo la lettura di Calvesi, l’altro testimone primario del suo lavoro. Viene poi la grande maturità, il lavorio eroticamente agonistico intorno al colore e al suo apparire, la scommessa ogni volta rinnovata con il farsi improgettato dell’opera, sino a epifanie sempre più distillate e introverse, sino a schegge di bellezza lucidissime e stremate.
Pittore difficile, gentile nella persona quanto ferreo nella ricerca di una qualità non contrattabile, Bendini ha sempre vissuto appartato, indifferente ai compound e ai chiacchiericci mondani del mondo artistico, in una sorta di concentrazione monacale serena e insieme feroce. Ciò magari non ha giovato al suo riconoscimento pubblico (che peraltro non è affatto mancato, almeno in termini di rispetto: dalla Galleria Comunale di Bologna, 1978, al Macro di Roma, 2013, passando per numerosi altri musei) ma ne ha fatto un modello etico, per molti un vero maestro. Il 27 febbraio avrebbe compiuto 93 anni. Negli intervalli consentiti dalle fatiche dell’età, tuttavia, non riusciva a smettere di dipingere.

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di Flaminio Gualdoni, edizione online, 11 febbraio 2015


  • Bendini, 1966, n. 16, installazione alla X Quadriennale di Roma, 1973

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