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Oltre a terrorizzare, l’Isis vuol farsi odiare. Perché?

I film splatter ci hanno mostrato più volte, con dovizia di particolari, gli effetti di una lama affilata su un corpo umano, ma non si era mai vista al cinema la sistematica distruzione di un museo, come quella filmata dai fondamentalisti dell’Isis nel Museo e nel Parco Archeologico di Mosul, l’antica Ninive. Di qui lo shock, paragonabile a quello scatenato dalle Twin Towers sventrate dagli aerei kamikaze dell’11 settembre, del nuovo video diffuso dal Califfato. Per la prima volta nella storia milioni di persone hanno potuto assistere da spettatori e non solo da vittime a un fatto che pure molte volte si è ripetuto, dall’incendio della Biblioteca di Alessandria ai Buddha di Bamiyan (e purtroppo sarà destinato a ripetersi) nella storia dell’umanità, ovvero la prolungata violenza contro l’arte e la cultura. Lo «speaker» nel video ha spiegato che si trattava di abbattere gli idoli di altre religioni, così come sarebbe stato prescritto dal Profeta. Ecco allora il meticoloso equipaggiamento di cui sono stati ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Umberto Allemandi, da Il Giornale dell'Arte numero 351, marzo 2015


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