Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Documenti


È genocidio o solo crimine di guerra?

Distruggere i «santuari dell’anima»

Nella Convenzione sul Genocidio del 1948 Raphael Lemkin avrebbe voluto che la definizione comprendesse non solo «barbarie» (attacchi al popolo), ma anche «vandalismo» (attacchi alle espressioni del genio del popolo)

Il mese scorso il mondo ha assistito incredulo, a bocca aperta, alla notizia diffusa dal governo iracheno che l’Isis aveva raso al suolo in Iraq l’antico sito assiro di Nimrud e i resti di Hatra, risalenti a  duemila anni fa. La distruzione non è alimentata soltanto dalla dottrina religiosa e dalla propaganda, ma parrebbe rientrare nei tentativi portati avanti con determinazione dai terroristi di cancellare la storia dei gruppi etnici nei territori da loro controllati.
L’azione è stata descritta dall’Unesco come un crimine di guerra. In un comunicato, la direttrice generale dell’agenzia delle Nazioni Unite, Irina Bokova, ha affermato: «Niente è al sicuro dalla pulizia culturale in corso in [Iraq]: essa prende di mira le vite umane, le minoranze, ed è caratterizzata dalla sistematica distruzione del patrimonio culturale dell’umanità». Ma alla luce dell’attuale legislazione internazionale, le perdite culturali, per quanto mirate e devastanti, non sono considerate genocidio di per sé, anche se fanno parte di un palese tentativo di cancellare la storia e l’identità di un intero popolo.
...
(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Robert Bevan, da Il Giornale dell'Arte numero 353, maggio 2015


Ricerca


GDA aprile 2017

Vernissage aprile 2017

Vedere a ...
Vedere a Milano 2017

RA Arte Contemporanea 2017


Società Editrice Umberto Allemandi & C. spa - Piazza Emanuele Filiberto, 13/15, 10122 Torino - 011.819.9111 - p.iva 04272580012