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Parigi

Vogliono ricostruire, virtuale, il museo distrutto di Mosul: scatta il crowdsourcing

Il 26 febbraio scorso venivano diffuse le immagini delle distruzioni del Museo di Mosul (cfr. n. 351, mar. ’15, p. 1) con i miliziani dell’Isis che colpivano a martellate reperti e statue antiche. L’idea del
«Projet Mosul» è nata quel giorno. I suoi ideatori sono due giovani archeologi, Matthew Vincent dell’Università di Murcia, in Spagna, e Chance Coughenour dell’Università di Stoccarda, in Germania. Dopo gli scempi di febbraio i due ricercatori hanno pensato di aprire un portale online per ricostruire virtualmente il museo iracheno, come era prima del passaggio dei terroristi, raccogliendo le immagini 3D (nella foto, uno scatto della pagina web) delle opere che vi erano esposte con l’aiuto di esperti e internauti. Il sito projectmosul.itn-dch.net è stato lanciato a marzo, «ospite» della piattaforma Initial Training Network for Digital Cultural Heritage (Itn-Dch): «È possibile ricreare virtualmente gli oggetti persi attraverso il crowdsourcing. Se otteniamo un numero sufficiente di fotografie e di immagini digitalizzate, si possono ricostituire gli oggetti e crearne delle copie digitali.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 354, giugno 2015



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