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Opinioni

Troppe 715 lire per una pala. E troppo belli quegli angeli

L’affresco era lì da quasi cinque secoli, nella volta della Cappella dedicata a san Paolo del santuario milanese di Santa Maria presso San Celso (per i fedeli, Santa Maria dei Miracoli). Era attribuito, senza documenti ma per una tradizione pigramente accettata, al lodigiano Callisto Piazza e forse proprio questa (modesta) attribuzione aveva fatto sì che nessuno storico dell’arte si fosse mai preoccupato di alzare gli occhi su quegli angeli a dire il vero assai belli, panneggiati da lini turbinosi. Nella cappella si trova la pala della «Conversione di san Paolo» di Moretto da Brescia che, con quel gran cavallo che rischia di calpestare Saulo caduto a terra, dovette folgorare Caravaggio considerando quanto l’ebbe presente nella realizzazione delle sue due versioni dello stesso soggetto. Ad assegnare anche l’affresco a Moretto è stato Federico Giani, ventottenne dottorando in Storia dell’Arte, allievo alla Statale di Milano di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, con i quali, al pari dei suoi compagni di studi, aveva collaborato alla recente mostra a Palazzo Reale di Milano su Bernardino Luini (cfr.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 354, giugno 2015


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