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Opinioni


La Riforma Franceschini

Non basta deciderla, va attuata

Il clima generale è di resistenza strisciante

A lenti passi, poco avvertibili all’esterno del Ministero, la «riforma» dei musei statali procede. Stabilita ad agosto 2014, varata a fine dicembre, ha iniziato il suo cammino con la nomina, lo scorso gennaio, del direttore generale Musei Ugo Soragni, che ha dato avvio alla formazione della nuova Direzione. Sempre a gennaio sono stati insediati i direttori dei diciassette Poli museali regionali per i quali, a marzo, è stato organizzato un primo seminario di formazione. Alla selezione pubblica bandita per individuare i venti direttori dei musei dotati di «autonomia speciale» hanno partecipato in più di 1.200 candidati (solo un’ottantina gli «stranieri»): troppi per finire i lavori della Commissione entro giugno e per questo la chiusura delle procedure concorsuali è slittata al 14 agosto. E dato che molti dirigenti del Ministero partecipano alla selezione, solo da settembre le strutture periferiche dei Segretariati regionali, delle Soprintendenze e dei Poli inizieranno ad avere un assetto meno provvisorio e meno confuso di adesso.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Daniele Jalla, da Il Giornale dell'Arte numero 354, giugno 2015


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