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Opinioni


Il criptico d’arte

Novecento derelitto

Le sculture pubbliche in Italia sono in stato di abbandono

Lo stato attuale di «Novecento» di Arnaldo Pomodoro a Roma

Sarà perché questa stagione milanese porta inaugurazioni a raffica in giro per la città, ma mi si è conficcato nel cervello un tarlo fastidiosissimo: sì, vabbè fanfare e nastri, ma poi a mantenere questa roba chi ci pensa? Il caso tipico è quello delle sculture. Passa un anno, ne passano due, e molte cose del contemporaneo collocate qua e là nelle nostre città diventano derelitte, quasi fossero ospiti malsopportate e vagamente abusive: e si sa, non c’è cosa come il degrado dell’arredo urbano per creare panorami da «grande bruttezza». Vabbè, si potrebbe dire, da noi cadono a pezzi autostrade e scuole, figuriamoci se qualcuno si prende la briga di accudire le sculture negli spazi urbani. Eppure, con pochi soldi e la giusta dose di buona volontà, la sensazione di desolazione che ci assale troppe volte in giro per strade e piazze magari sarebbe meno opprimente. Faccio un esempio. A Roma, in piazzale Nervi davanti al Palazzo dello Sport, nel 2004 si inaugurò in pompa magna la grande scultura «Novecento» di Arnaldo Pomodoro, una grande spirale conica alta ventuno metri di grande forza visiva.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Flaminio Gualdoni, da Il Giornale dell'Arte numero 354, giugno 2015


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