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Mostre


Milano

Moby Dick è un maggiolino

Il concettualismo decostruito di Ortega

Damián Ortega, «Controller of the Universe», 2007. Courtesy of the artist, White Cube, London and P.S.1. Contemporary Art Center, 2008

Damián Ortega è un artista dallo sguardo chirurgico. Ama scomporre e disaggregare la materia; ama sezionarne le componenti, svelando la meccanica che sottende l’universo. Entropia, energia, trasformazione: tutte parole chiave per descrivere la pratica dell’artista, nato nel 1967 a Città del Messico (dove, dopo un periodo berlinese, ora vive e lavora). Non è un caso che la sua prima retrospettiva in Italia, all’HangarBicocca dall’11 giugno all’8 novembre, porti il nome di «Casino»: perché è il caos, agli occhi di Ortega, a definire la nostra realtà. E l’uomo, più che «faber suae fortunae», è semplice spettatore dell’imprevedibile spettacolo della natura. Pezzo forte della mostra, a cura di Vicente Todolí, è la «Beetle Trilogy», composta da un’installazione (il celebre maggiolino Volkswagen dissezionato, presentato per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2003), da un film del 2005 («Escarabajo», che mostra il seppellimento di un’automobile nella città in cui è stata prodotta) e dalla performance «Moby Dick» (una «lotta» con un vecchio maggiolino bianco, di cui l’artista cerca di controllare i movimenti attraverso una corda).
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Federico Florian, da Il Giornale dell'Arte numero 354, giugno 2015


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