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New York

Vedi a Venezia, compra a New York (e viceversa)

Quest’anno, invece di Art Basel, è stata Frieze a sfruttare l’effetto Biennale

Lo stand di Jack Shainman con i collage di Kay Hassan

I mercanti che hanno partecipato a Frieze New York, svoltasi dal 14 al 17 maggio, hanno sfruttato l’effetto positivo della Biennale di Venezia, che aveva aperto la settimana prima. Tradizionalmente è sempre stata Art Basel, a giugno, a beneficiare della Biennale.
Victoria Miro ha dedicato quasi tutto il suo stand agli artisti che espongono a Venezia. Proponeva opere di Joan Jonas, presente anche con una serie di 58 disegni da Gavin Brown’s Enterprise (350mila dollari la richiesta), alla Wilkinson Gallery e da Raffaella Cortese, che rappresenta in Italia l’artista americana e che proponeva disegni realizzati l’anno scorso durante una performance a 25mila dollari. Partecipare alla Biennale garantisce l’approvazione dei curatori e i collezionisti lo tengono a mente. Di Isaac Julien, che per la Biennale ha curato una lettura pubblica del Capitale di Karl Marx, Victoria Miro proponeva la fotografia di Julien «Midnight Sun (Playtime)» (2013) a 57mila dollari.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Julia Halperin e Pac Pobric, da Il Giornale dell'Arte numero 354, giugno 2015



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