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Esperienze a confronto

Henry Moore aveva acquistato vari terreni intorno alla sua proprietà per salvarli dalla speculazione edilizia. Su quei terreni oggi sorgono la sede della fondazione, la biblioteca e gli studi

MAYEN BECKMANN 
direttrice della Max Beckmann Estate e nipote dell’artista
Max Beckmann era il tipo di artista che trattava sempre con i suoi mercanti in modo energico e con uno scopo preciso. Per esempio, non ha mai evitato le lotte di potere tra i suoi due mercanti d’arte, Israel Ber Neumann e Alfred Flechtheim. Un paio di volte li ha messi l’uno contro l’altro ottenendone in cambio un aumento di prezzo delle sue opere.

RICHARD CALVOCORESSI  
ex direttore della Henry Moore Foundation 

Henry Moore era molto ben organizzato, oltre che ben consigliato dal suo legale, Lord Goodman. Ogni qualvolta nei dintorni di casa sua [Hoglands] si liberava un immobile, come un cottage o un fabbricato agricolo, lo comprava per proteggerlo dalla speculazione edilizia. Così quei 20 o 25 ettari di terreno sono oggi sede della fondazione, della biblioteca e degli studi.


JERRY GOROVOY
presidente della Easton Foundation,  

La nostra fondazione gestisce casa e studio di Louise Bourgeois a Chelsea (New York) e li apre volentieri al pubblico perché dicono molto su chi era, sul suo modo di vivere e su come questo influenzasse le sue opere. Disporre di due immobili contigui ci ha permesso di istituire l’archivio, un programma di residenza e un centro di ricerca mantenendo intatta la casa. Abbiamo anche creato un giardino di sculture.

RAINER JUDD
copresidente della Judd Foundation, offre consulenze ai figli di artisti 

Ascoltate una seconda opinione. Per esempio, se un mercante d’arte vi dice: «Per quello ti do tot», ascoltate anche un altro parere. Perché, anche se vi conoscete da una vita e se vi ha imboccato quando eravate piccoli, è comunque un uomo d’affari e lo dovreste diventare anche voi.

CHRISTY MACLEAR
direttrice generale della Robert Rauschenberg Foundation

La fondazione può contare su una schedatura delle opere magnifica, ma non me la sentirei di attribuirne il merito a Rauschenbergquanto piuttosto ai suoi collaboratori. Aveva un assistente a Captiva che ha conservato ogni singola lettera; un archivista e un curatore a New York che hanno tenuto tutte le schede tecniche delle mostre; un direttore delle collezioni che, ad una ad una, aveva dotato di codice a barre tutte le opere.

JACK FLAM
presidente e direttore generale della Dedalus Foundation

Il nostro obiettivo era di collocare le opere di Robert Motherwell nei musei in cui volevamo che fossero per cui la fondazione ha concesso loro uno sconto consistente rispetto al valore di mercato delle opere. All’inizio volevamo vendere opere perché avevamo bisogno di soldi per il nostro programma, ma ci siamo anche resi conto che dando via le cose il loro valore diminuisce.

da Il Giornale dell'Arte numero 368, ottobre 2016


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