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Mostre

Il mecenatismo della «più amata dai Parmigiani»

François Gérard, «L'Impératrice Marie-Louise», 1810

Parma. Il 19 aprile 1816 entrava festosamente a Parma (e al padre imperatore Franz scrisse: «Il popolo mi ha accolto con tale entusiasmo che mi sono venute le lacrime agli occhi») l’arciduchessa d’Austria Maria-Ludovica, ex Impératrice des Français Marie-Louise e (nominata dal Congresso di Vienna il 31 maggio 1815) dal 29 febbraio 1816 per sua stessa scelta «italiana» Maria-Luigia duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, la «più amata dai Parmigiani».
Nell’ambito della seconda tornata (settembre 2016-febbario 2017) delle celebrazioni del bicentenario di Maria Luigia a Parma, dal 15 ottobre al 27 novembre nella Galleria San Ludovico il Comune di Parma in collaborazione con la Galleria Nazionale di Parma e la Diocesi di Parma, presenta la mostra «Nel tempio della duchessa tra reale e virtuale. Maria Luigia, San Ludovico e gli artisti parmensi».
Curata da Alessandro Malinverni, conservatore del Museo Gazzola di Piacenza e della Pinacoteca Stuard di Parma, la mostra ripropone l’antico assetto della Cappella Ducale di San Ludovico, riconsacrata nel 1817 proprio per volere della neoduchessa Maria Luigia. Già parte del Monastero di San Paolo, poi Cappella Ducale di San Paolo realizzata da Antonio Bettòli (allievo di Petitot) a metà 1700 e chiusa nel 1806 nella trascuratezza dell’età napoleonica, Maria Luigia la volle completata da Nicolò Bettòli, suo architetto ufficiale, in sintonia con la cultura architettonica neoclassica.
Il 28 ottobre 1817 la chiesa (di cui alla litografia «Veduta dell’interno della Cappella di San Lodovico» nel volume celebrativo Monumenti e munificenze di Maria Luigia d’Austria, 1845) fu riconsacrata e intitolata a san Luigi IX Re di Francia. Di nuovo sconsacrata ai primi del 1900 e ridotta ad uso industriale, spogliata del monumento funerario neoclassico in memoria del conte Neipperg (secondo marito di Maria Luigia), trasferito nel Santuario della Steccata, la dignità culturale di quella che un tempo era la cappella privata dei duchi di Parma è stata restituita a San Ludovico dal recente restauro e riapertura quale spazio espositivo del Comune di Parma.
Con questa mostra è possibile avere visione dell'antico assetto della Chiesa e rivivere la maestosità della Cappella (vari dipinti ritornano nella sede originale per l’occasione, in primis san Ludovico che dona al Beato Bartolomeo di Breganze una porzione della Santa Croce di Giuseppe Peroni, oggi nel Palazzo Vescovile) attraverso la ricostruzione virtuale, dovuta alla tecnologia ARtGlass che, grazie a visori di ultima generazione, rende possibile accedere alla cosiddetta realtà aumentata. Questa rassegna, in continuità con quelle dedicate nel 2013 a Niccolò Bettòli e al Teatro Regio, per prima si dedica all’arte sacra parmense nell’età di Maria Luigia, approfondendone il ruolo di mecenate e di committente pubblico.

Giovanni Pellinghelli del Monticello, edizione online, 13 ottobre 2016


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