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Scozia, il «Raffaello» di Haddo House: prima declassato, poi riscoperto

Haddo House a Ellon, nell'Aberdeenshire. Foto © The National Trust for Scotland-Haddo House

Ellon (Regno Unito). Nuova scoperta di «capolavoro perduto» per lo storico dell’arte inglese Bendor Grosvenor (1977, studi a Harrow e poi a Cambridge), anchorman della televisione inglese, ideatore e conduttore di due programmi di grande successo: «Fake or Fortune» (Bbc1, con Philip Mould, altro storico dell’arte superstar) e «Britain's Lost Masterpieces» (Bbc4).
Durante un sopralluogo per il programma «Britain’s Lost Masterpieces» ad Haddo House dimora già dei marchesi di Aberdeen e dal 1976 affidata al National Trust for Scotland (disegnata dal celebre architetto scozzese William Adam nel 1732, vi si conserva un’importante quadreria con opere di Pompeo Batoni, Sir Thomas Lawrence, Paul Delaroche e James William Giles e richiama oltre 200mila visitatori ogni anno), Grosvenor è stato colpito da un quadro esposto in posizione secondaria. Secondo gli archivi Aberdeen, si trattava di una semplice «Madonna», olio su tavola di medie dimensioni (cm 51,5x34,5), datata 1505-1510 e attribuita a Innocenzo Francucci da Imola (Imola, 1490-Bologna, 1550), pittore emiliano di non illustre fama ma neppure spregevole, se fu allievo di Francesco Francia e maestro di Primaticcio e Prospero Fontana. L’opera era stata però acquistata come autentico Raffaello nel 1803-1804 durante il suo Grand Tour da George Hamilton-Gordon, 4° Conte di Aberdeen (1784-1860) e primo ministro della Regina Vittoria dal 1852 al 1855, appassionato collezionista e cultore d’arte.

Grosvenor è riuscito a rintracciare sia il suo acquisto come opera di Raffaello sia la sua esposizione come tale in una mostra del 1841 alla British Institution a Londra, accanto ad altre opere di Raffaello, alcune a tutt’oggi autografe, altre invece più tardi riconosciute apocrife. Nel 1899 la Madonna fu declassata prima a copia, poi ad opera di un minore, appunto Innocenzo da Imola, e ridotta al valore di sole 20 sterline (oggi equivalenti a circa 2mila a fronte degli ipotizzabili circa 20milioni di sterline di un autentico Raffaello. C’è da dire, come ha commentato l’attuale marchese di Aberdeen, che se non fosse stata «svalutata», quale opera di Raffaello sarebbe stata certo ben presto venduta). Ma, accanto allo stile tipicamente raffaellesco e al profilo della Madonna riconosciuto in altre opere di Raffaello, la scoperta più importante di Grosvenor è la fotografia di un disegno riconosciuto come autografo di Raffaello (purtroppo oggi perduto) che presenta struttura, impianto e dettagli assai vicini alla Madonna di Haddo House.
Convinto che fosse «troppo bella per essere solo un’opera di Innocenzo da Imola» (tanto più che viso e sguardo della Madonna rivolti verso il basso inducono a supporre si tratti di una parte di un’opera di maggiori dimensioni con la Madonna e il Bambino), Grosvenor ha persuaso il National Trust a procedere a un attento restauro da cui sono emersi, oltre alla estrema qualità pittorica, altri dettagli determinanti, primo il pentimento (confermato ai vari esami radiologici) nelle dita di una mano, inequivocabile segno di creatività che esclude la copia.

Nel programma andato in onda il 5 ottobre su Bbc1, Sir Nicholas Penny, già direttore della National Gallery, riconoscendo l’evidente qualità dell’opera, si è spinto fino a posizionarla fra un’attribuzione probabile e un’attribuzione certa. Un dubbio che si potrà chiarire solo con ulteriori studi che renderebbero la Madonna di Haddo House l’unico Raffaello presente in una collezione pubblica in Scozia.

Del resto, se Raffaello è secondo solo a Caravaggio nella caccia al capolavoro perduto, Bendor Grosvenor non è nuovo a scoperte importanti: dal 2005 in poi a lui si deve il riconoscimento di opere di Rubens, Claude Lorrain, Pieter Brueghel il Giovane, Reynolds, Gainsborough, Lawrence e Quentin de la Tour.
La Madonna di Haddo House oggi troneggia, in attesa di essere definitivamente e senza dubbi riconosciuta opera autografa di Raffaello, nella grandiosa sala da pranzo della residenza.

Giovanni Pellinghelli del Monticello, edizione online, 27 ottobre 2016


  • Secondo Bendon Grosvenor questa «Madonna» conservata nella dimora scozzese di Haddo House è opera di Raffaello. Foto: © The National Trust for Scotland-Haddo House

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