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The Others in ospedale trova un'identità

Alla prima edizione di Nest giovani artisti e collettivi riflettono sul proprio lavoro

6.800 euro: Nicolas Vionnet, Widmertheodoridis, Eschlikon

Torino. Grazie al cambio di location, alla maggiore selezione degli espositori, più che dimezzati rispetto allo scorso anno, e alla nuova direzione artistica, capitanata da Andrea Casiraghi, la sesta edizione di The Others assume le sembianze chiare e nette di fiera off, lasciandosi alle spalle lo status di piattaforma culturale dall’identità indefinita, una scelta che potrebbe fidelizzare i collezionisti. Tra i 29 galleristi italiani e internazionali presenti nell’Ex Ospedale Regina Maria Adelaide dal 3 al 6 novembre con opere da 50 euro a 10mila euro Paola Sosio, titolare dell’omonima galleria milanese alla sua sesta partecipazione, dichiara: «La location è molto interessante, è tutto ben organizzato, siamo molto soddisfatti. La fiera è più piccola, c’è un numero limitato di gallerie, il comitato curatoriale ha fatto un buon lavoro. Anche la parte commerciale è molto incoraggiante, stiamo per chiudere trattative interessanti. Tra il pubblico moltissimi giovani con capacità di spesa più contenuta, ma anche molti collezionisti, curatori e addetti ai lavori», nel suo stand opere di Luca Gillia partire da 3mila euro. Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Rodi della Burning Giraffe Art Gallery di Torino che, tra opere di Anna Capolupo da 750 euro a 5mila euro, spiega: «È il secondo anno che partecipiamo, sono molto soddisfatto, lo spazio è molto più funzionale all’idea della fiera, possiamo portare anche opere di dimensioni importanti. Non ci sono troppe gallerie, hanno fatto più selezione, sono contento. Abbiamo vendite in fase di contrattazione, ma tanto Torino è così, vendite alla luce del sole se ne fanno poche, c’è stata comunque una buona affluenza di collezionisti». Contenta della fiera e un po’ meno delle vendite è anche Clelia Belgrado della galleria Visionquest di Genova: «L’ex Carcere [Le Nuove, sede delle precedenti edizioni di The Others, Ndr] aveva un suo perché, però era un po’opprimente, qui c’è più spazio per le opere e per vedere le opere e la qualità rispetto all’anno scorso è migliorata, la selezione è molto più accurata. Dal punto di vista commerciale sta andando così così, ma non è una fiera dove ci si aspetta grandi vendite, è anche un momentaccio per l’Italia in generale, per cui è difficile. I collezionisti girano, finita Artissima vengono qui, la curiosità c’è, però c’è sempre il timore da parte del collezionista di investire in emergenti, in nomi non conosciuti, cosa che all’estero non succede», nello stand fotografie di Douglas Beasley e Alessandra Calò da 900 euro a 2mila euro. Voce «fuori dal coro» quella di Martina Corbetta, della Martina’s Gallery di Seregno (Mb): «C’è troppa gente, non si riesce a parlare con le persone e il target è punto di domanda. C’è la giungla, non si riesce a dare il giusto spazio e valore alle cose. Mi sembra che ci siano meno collezionisti rispetto agli altri anni. Vendite ni, qualcosa si è venduto a prezzi piuttosto bassi, entro i mille euro. La location è meno d’impatto rispetto all’ex Carcere, però offre maggiori possibilità di allestimento, il carcere vinceva sulle opere», tra le opere del suo stand acquerelli e sculture di Anna Turina da 350 euro a 2.500 euro e un dipinto di Marco Grassi a 9mila euro.

Impegnata nella direzione artistica delle scorse tre dizioni di The Others, (16mila visitatori e 43 espositori nel 2013, 17.300 visitatori e 56 espositori nel 2014, 26mila visitatori e 63 espositori nel 2015), Olga Gambari ha lanciato Nest, riservando l’aspetto commerciale a oggetti, progetti e fanzine editi da nove espositori come Print About Me di Torino con prezzi a partire da 6 euro e 15 euro, davvero per tutte le tasche. Ma il fulcro della prima edizione del festival svoltosi da Q35 dal 4 al 6 novembre, dedicato alla ricerca indipendente e frequentato soprattutto da giovani, era la parte dedicata a venti spazi, associazioni non profit, piattaforme di ricerca e collettivi di artisti che hanno avuto l’occasione di presentare e riflettere sul proprio lavoro, tra questi i progetti sull’archeologia industriale di Gaetano Consulo, presentato da Studio Corte 17 di Prato, e quelli realizzati da Natan Sinigaglia e Luca Pancrazzi sul tema dell’attesa e della complicità, presentati da Zentrum di Varese.

di Jenny Dogliani , edizione online, 6 novembre 2016


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