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Archeologia


L'antica ziggurat di Nimrud rasa al suolo dall'Isis

Gli estremisti islamici hanno distrutto la struttura assira risalente a 2.900 anni fa

La ziggurat di Nimrud, a sud di Mosul, prima della distruzione. Foto © John Curtis

Nimrud (Iraq). Una delle più alte strutture superstiti del mondo antico è stata completamente distrutta da estremisti dell'Isis a Nimrud, l'ex capitale degli Assiri riconquistata dalle forze governative irachene il 13 novembre. La ziggurat, risalente a 2.900 anni fa, è stata rasa al suolo. 

«La ziggurat di Nimrud all'apparenza è stata spianata con un bulldozer e i detriti gettati in quello che fu il letto del fiume Tigri», spiega John Curtis, il presidente del British Institute per lo studio dell'Iraq. Curtis aveva ricevuto  la notizia da fonti irachene all'inizio di settembre, ma gli era stato chiesto di mantenere la riservatezza. Fotografie satellitari hanno confermato nei giorni scorsi la distruzione.

La ziggurat era una collina artificiale di forma conica costruita dal re d'Assiria Assurnasirpal II (883-859 a.C.) quale base di un tempio andato distrutto molto tempo fa. Si ergeva per un'altezza di circa 50 metri, ma in origine era ancora più alta, forse addirittura il doppio ed era rivestita di mattoni di fango cotti, alcuni dei quali recenti delle iscrizioni, mentre l'interno era di mattoni crudi. Se l'Isis in questi ultimi anni si è scagliata contro sculture figurative, non è chiaro il motivo per cui abbia preso di mira  la ziggurat, che probabilmente al suo interno non conservava materiali archeologici.

All'inizio di aprile 2015 l'Isis aveva distrutto il vicino Palazzo Nord-Ovest di Assurnasirpal II, accanendosi sulle magnifiche sculture con martelli e trapani elettrici, per poi far saltare in aria i resti del sito.

La scorsa settimana intorno a Nimrud, che si trova 30 chilometri a sud di Mosul, si stava combattendo. Al momento non vi è alcuna prova che il sito archeologico sia stato ulteriormente danneggiato dalle operazioni militari. Le truppe governative sembrano ora avere la situazione sotto controllo.

Con la ripresa di Nimrud da parte delle forze governative irachene, il primo compito per gli archeologi sarà la messa in sicurezza del sito danneggiato al fine di garantire che non vi siano saccheggi. La verifica dei danni richiederà probabilmente l'aiuto internazionale e dell'Unesco. Il compito più difficile a lungo termine sarà l'attento riordino delle macerie e decidere che cosa, nel caso, debba essere ricostruito.

Curtis ritiene che la distruzione della ziggurat di Nimrud insieme con quella del Palazzo Nord-Ovest rappresentino «il danno peggiore che l'Isis abbia inflitto all'archeologia in Iraq».

di Martin Bailey, edizione online, 14 novembre 2016


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