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Fotografia


Roma

La Battaglia di Palermo

Al MaXXI 300 foto sulla linea del fuoco

Letizia Battaglia, L'arresto del feroce boss mafioso Leoluca Bagarella, Palermo, 1980. Courtesy l'artista

Roma. A maggio si è chiusa l’«Anthologia» ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, la sua città; il 24 novembre apre al MaXXI «Letizia Battaglia. Per pura passione» (fino al 30 marzo), stesso curatore, Paolo Falcone, affiancato questa volta dai direttori di Architettura e di Arte del museo Margherita Guccione e Bartolomeo Pietromarchi.

La mostra palermitana, che coronava le celebrazioni per gli ottant’anni di una delle prime donne fotogiornaliste in Italia (classe 1935), si trasferisce a Roma, con i suoi oltre 120 scatti in bianco e nero di grande formato (66x100 cm) che, per dirla con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, «non sono solo opere d’arte, ma anche espressioni d’amore; sono anche espressioni di sofferenza, di rabbia, di disgusto, di orrore. Ma quella sofferenza, quella rabbia, quel disgusto e quell’orrore che muovono dall’amore per la vita, per le persone».

Al MaXXI la retrospettiva si dilata fino a superare le 300 fotografie, assumendo contorni più istituzionali, da grande museo pubblico, e ritessendo l’opera di un’artista che ha attraversato sulla linea del fuoco quarantacinque anni di vita e società palermitana e italiana. Celebri i suoi reportage sulla mafia siciliana, gli scatti dei buoni e dei cattivi, di giudici, poliziotti, politici eroici e di sanguinari mafiosi e politici corrotti; famose le foto di Andreotti con Nino Salvo, usata anche al processo contro l’esponente Dc, e dell’arresto di Bagarella, «un animale feroce, furioso» che provò a darle un calcio facendola cadere. Ma anche di tanti morti ammazzati.

Eppure la Battaglia è molto di più, sono i volti e i rituali opulenti della borghesia e della nobiltà palermitana, la politica, la religione, le feste e le processioni, le donne, i suoi meravigliosi bambini nei vicoli e tanto altro. E ancora le amicizie con artisti, intellettuali e colleghi fotografi, Pasolini e Franca Rame conosciuti a Milano, dove negli anni Settanta ritrae scontri di piazza e occupazioni, Ezra Pound, Josef Koudelka, lo stretto rapporto con Franco Zecchin, i numerosi premi internazionali.

Molti gli inediti provenienti dai suoi archivi, ad esempio la serie realizzata a partire dal 1978 nell’ospedale psichiatrico di via Pindemonte a Palermo. E ancora la lunga esperienza editoriale, compresi gli scatti del primo servizio per il quotidiano «L’Ora» di Palermo, con cui ha avuto dal 1974 una lunga collaborazione. Un’attività che le è valsa anche il Premio speciale Fotografia Dovere di cronaca nell’ambito della XVIII edizione del Premio nazionale Ornella Geraldini Donne per il Giornalismo, assegnatole a Roma lo scorso 20 ottobre.

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Un affresco a colpi di obiettivo

di Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 369, novembre 2016


  • Letizia Battaglia, I due Cristi, Palermo, 1982. Courtesy l'artista
  • Letizia Battaglia, Festa del giorno dei morti. I bambini giocano con le armi. Palermo, 1986. Courtesy l'artista

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