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Dopo Roma fa tappa a Bolzano la mostra sulle donne rinchiuse in manicomio dal Fascismo

Le donne rinchiuse nel manicomio di Teramo in epoca fascista

Bolzano. Dopo il successo nella Casa della memoria a Roma, la  mostra «I fiori del male. Donne in manicomio nel regime fascista» ha riaperto i battenti  il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza alle donne, nell’aula magna del Liceo Giosuè Carducci di Bolzano.

Ideata e curata da Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante, la mostra nasce dalla volontà di restituire voce e umanità alle tante recluse che in epoca fascista furono estromesse o lasciate ai margini dalla società. Durante il ventennio si ampliarono i concetti di emarginazione e devianza e i manicomi divennero uno dei centri di totale repressione. I documenti esposti, tra cui i referti dei medici,  e le fotografie provengono in buona parte dal manicomio di Teramo, una struttura chiusa il 31 marzo 1998 e oggi in degrado. Nato nel 1881 come ospedale di  Sant’Antonio Abate, divenne poi ospedale psichiatrico al femminile. È qui che durante il fascismo venivano «curate», ma in realtà segregate, cancellate, centinaia di donne colpevoli di non essere spose, madri, fanciulle «esemplari». Donne diverse, insomma, e non completamente asservite ai precetti imposti dal regime. Della prima donna ricoverata si conosce solo il nome, Antonia.

Ogni viso in mostra racconta una storia, ogni espressione diventa traccia di un difficile percorso personale improvvisamente interrotto. Ogni foto è stata scattata dal personale del manicomio per catalogare e condannare le donne, di fatto prigioniere, prive di contatti con l’esterno e con le famiglie, rinchiuse spesso subito dopo l’adolescenza soprattutto «per scarsa moralità».

«Il manicomio è pieno di fiori ma nessuno riesce a vederli», scriveva Mario Tobino nel 1953, tra i primi a denunciare la terribile condizione delle donne in manicomio. Dai documenti del «Diario clinico» delle malate, esposto a Bolzano, la descrizione agghiacciante della sintomatologia delle ricoverate: «Loquace, ninfomane, smorfiosa, instabile, incoerente, clamorosa, erotica, rossa in viso, ciarliera, eccitata ecc.». 

La mostra è aperta fino al 13 gennaio.

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di Tina Lepri, edizione online, 30 novembre 2016


  • Il diario clinico compilato dai medici dell'ospedale di Teramo
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