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Mostre


Firenze e le alluvioni nella raffigurazione filatelica

Particolare della xilografia di Pietro Parigi, 1967

Firenze. La riduzione della posta tradizionale, cartacea, a favore dell’elettronica, inesorabilmente porta alla limitazione dell’uso del francobollo. È un grande peccato perché queste immagini miniaturizzate, dai margini dentellati, sono un concentrato di storia e arte.
Di storia perché nel proporre uomini, avvenimenti, opere e luoghi significativi, sono di ausilio alla memoria collettiva; di arte perché costituiscono il frutto di conoscenza e immaginazione, di perizia tecnica e progettualità, e infine di grande capacità di sintesi mirata all’efficacia visiva.
Se mai di ciò servisse conferma si visiti, a Firenze, presso Santa Croce (precisamente nel Chiostrino Antico) la mostra filatelica sul tema delle alluvioni nel mondo e della sostenibilità ambientale, curata dal Cift-Centro Italiano di Filatelia Tematica alla scopo di ricordare quella che si abbatté 50 anni fa sulla città. Era il 4 novembre 1966.

La sede espositiva è quanto mai pertinente al tema, perché il monumentale complesso francescano con il suo straordinario contenuto artistico, per via della sua vicinanza all’Arno subì gravissimi danni. Fra le opere rovinate, l’«Ultima Cena» di Giorgio Vasari (di cui si è da poco concluso il restauro), la «Discesa al Limbo» di Bronzino, e prima a tutte, per antichità e notorietà, il Crocifisso di Cimabue. Il quale, con la compromissione di più della metà della sua superficie pittorica, divenne il simbolo stesso del disastro.

Nel mese di giugno del 1967 nella chiesa si svolse un ciclo di conferenze dal titolo «Primo Rinascimento in Santa Croce», volto alla conoscenza delle opere offese «nell’attesa che il completato restauro le restituisca al Tempio francescano». Per pubblicizzare quest’occasione, l’artista illustratore fiorentino Pietro Parigi (1892-1990), già attivo nella promozione e valorizzazione del patrimonio di Santa Croce, realizzò un’immagine di grande forza e bellezza capace di riassumere la drammatica esperienza. Si tratta di una xilografia in cui la croce lignea di Cimabue è in balia delle acque nere e vorticose dell’Arno che nella sua piena giunge sino alla cappella Pazzi che appare sullo sfondo sotto un cielo lampeggiante. Quest’opera è stata riprodotta in un bollo da annullo postale, presentato il giorno stesso dell’inaugurazione della mostra, avvenuta il 15 ottobre scorso.
Chi visiterà l’esposizione filatelica, aperta fino al 31 gennaio, non potrà non transitare dall’ambiente precedente che ospita dal 1980 un museo dedicato alla figura e opera di Pietro Parigi che con Santa Croce ebbe per tutta la vita un legame intenso, a cominciare dagli anni in cui, ragazzino, vi frequentò la Scuola per le Arti decorative.

di Anna Maria Colombo, edizione online, 2 dicembre 2016


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