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Fotografia

I 5 finalisti del Deutsche Börse Prize

«Wilteysha» (1993) di Dana Lixenberg  © Dana Lixenberg, Courtesy of the artist and Grimm, Amsterdam

Londra. Sono Sophie Calle, Dana Lixenberg, Awoiska van der Molen, e Taiyo Onorato & Nico Krebs i finalisti del Deutsche Börse Photography Foundation Prize 2017, il premio fondato dalla Photographers’ Gallery di Londra nel 1996, e destinato a un fotografo di qualsiasi nazionalità che nell’ultimo anno si sia distinto per una pubblicazione o una mostra.

Clare Grafik, responsabile delle esposizioni dell’istituzione londinese, e membro non votante della giuria composta da Susan Bright, Peter Hugo, Karolina Lewandowska e Anne-Marie Beckmann, ha fatto sapere che l’opera dei concorrenti «riflette il dinamismo delle pratiche fotografiche in campo contemporaneo, e considera la nostra relazione con tempo, luogo e memoria attraverso una diversità di generi». I lavori segnalati abbracciano approcci che vanno da quello narrativo a quello sperimentale a quello concettuale, e tutti «indagano le questioni della verità e della finzione, del dubbio e della certezza, che costituiscono il reale e l’ideale e la relazione tra osservatore e osservato».

Sophie Calle deve la nomination a My All, il libro edito da Actes Sud dove l’artista francese si misura con un racconto fatto a partire dalla collezione di cartoline, che funziona allo stesso tempo come nuovo capitolo e come approfondimento di tutto il suo trentennale percorso creativo.
Dana Lixenberg è qui per Imperial Courts, anche questa una pubblicazione, per i tipi di Roma. La fotografa olandese viaggia più volte, nel corso di ventidue anni, attraverso la cosiddetta South Central, una delle aree più degradate della contea di Los Angeles, e qui segue un’intera comunità attraverso il passare del tempo. È olandese anche Awoiska van der Molen, finalista per la personale «Blanco», al Foam Fotografie Museum di Amsterdam. Le sue immagini, in un bianco e nero quasi astratto, riprendono una natura che lei è andata a cercare tra Giappone Norvegia e Creta, reinterpretando la fotografia di paesaggio attraverso un’esplorazione sia fisica che emotiva dell’identità dei luoghi.
Nominati per la loro «EURASIA», la mostra al Fotomuseum Winterthur, gli svizzeri Taiyo Onorato & Nico Krebs si rifanno all’iconografia del road trip, che ricostruiscono attingendo ai ricordi e all’immaginazione. Partendo dalla Svizzera e seguendo un percorso che allinea Ucraina, Georgia, Azerbaigian, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan, Russia e Mongolia, compongono «una narrazione che è tanto fiction quanto documento».
A partire dal 3 marzo i lavori finalisti saranno in mostra, come ogni anno, alla Photographers’ Gallery di Londra, dove sarà anche dato l’annuncio del vincitore.

Chiara Coronelli, edizione online, 2 dicembre 2016


  • Taiyo Onorato & Nico Krebs © Taiyo Onorato/Nico Krebs, Courtesy of the artists
  • «What do you see?» (2013), di Sophie Calle © Sophie Calle, Courtesy of the artist and Galerie Perrotin
  • #364-18, 2013 © Awoiska van der Molen, Courtesy of the artist

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