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Poker d’assi milanese: monomostre con Caravaggio (uno contestato), Dürer e Piero della Francesca

L'«Adorazione dei Magi» di Albrecht Dürer esposta nel Museo Diocesano

Milano. In un mondo dominato non solo dalla «riproducibilità tecnica» dell’opera d’arte ma, ormai, anche dalla volatilità del virtuale, la presenza fisica, concreta, del capolavoro e della sua irripetibile «aura», sembra aver riacquisito quella centralità che il Novecento le aveva negato.
Si spiega così, forse, la fortuna delle esposizioni di una sola (purché «mitica») opera, seppure talora accostata a disegni o a uno o più dipinti «minori» di confronto.

A Milano sono quattro, in altrettanti luoghi d’eccellenza, le mostre di questa natura: a Palazzo Marino (grazie a Intesa Sanpaolo e la Rinascente) per il fortunato evento natalizio «Un capolavoro per Milano», quest’anno va in scena dal 6 dicembre all’8 gennaio, con la cura di Andrea Di Lorenzo, la «Madonna della Misericordia» di Piero della Francesca, pannello centrale del Polittico (1445-72, smembrato nel XVII secolo e solo di recente correttamente ricomposto, dopo il restauro) conservato nel Museo Civico di Sansepolcro, la città natale di Piero, con cui Milano ha avviato un rapporto di collaborazione.

Nella Pinacoteca di Brera è in corso fino al 5 febbraio il contestato ma interessante dialogo «Intorno a Caravaggio. Una questione di attribuzione», a cura di Nicola Spinosa e James Bradburne: sulle pareti, riallestite, delle sale del Seicento, va in scena il confronto tra la braidense «Cena in Emmaus» di Caravaggio (finalmente ben visibile) e una «Giuditta e Oloferne» ritrovata di recente a Tolosa, gestita dall’«expert en tableaux» Eric Turquin, che l’avrebbe identificata con la seconda variante di quel tema, dipinta da Caravaggio a Napoli e ritenuta perduta. Le due opere sono qui esposte con la copia di tale variante, opera del fiammingo Louis Finson (da Intesa Sanpaolo, Palazzo Zevallos, Napoli) e due «Maddalene» da un originale perduto di Caravaggio, una di anonimo (collezione Paolo Volponi), l’altra di Finson, dal Musée des Beaux-Arts di Marsiglia, da cui giunge anche il «Sansone e Dalila» del secondo.

Un Caravaggio d’indiscussa autografia, il «San Gerolamo scrivente» della Galleria Borghese di Roma, arriva invece alla Pinacoteca Ambrosiana che, prestatrice della celeberrima «Canestra di frutta» di Caravaggio alla mostra sul maestro lombardo che si è da poco aperta alla Borghese, ha ottenuto questo dipinto dal museo romano. L’opera, databile al 1605-06, negli estremi anni romani di Caravaggio, resta esposta a Milano fino al 19 febbraio insieme a otto disegni sull’iconografia del santo, conservati all’Ambrosiana, di Albrecht Dürer, Giulio Romano, Guercino, Giuseppe Nuvolone, Donato Creti, Giacomo Zoboli, Isidoro Bianchi, Giovanni dell’Opera.

Quanto al Museo Diocesano, festeggia i suoi 15 anni, e la contemporanea nascita del nuovo complesso museale dei Chiostri di Sant’Eustorgio, con l’arrivo dagli Uffizi, fino al 5 febbraio, dell’«Adorazione dei Magi» di Albrecht Dürer. Insieme, è esposto in basilica il reliquiario del primo Novecento che conserva le reliquie dei Magi, donate secondo la tradizione da Costantino a Eustorgio, vescovo di Milano nel IV secolo. Razziate e portate a Colonia nel XII secolo dalle truppe di Federico Barbarossa, furono in parte recuperate dal cardinale di Milano A.C. Ferrari all’inizio del XX secolo, e poste nel reliquiario all’interno dell’Altare dei Magi, nella cappella dove si trova anche il grande sarcofago che, sempre secondo la tradizione, ospitò i loro corpi nel viaggio dall’Oriente.
L’«Adorazione» di Dürer (che si autoritrae nel re al centro della scena), è siglata con il monogramma AD e datata 1504, l’anno prima della sua seconda partenza per l’Italia. Ignoriamo chi fosse il committente, ma la qualità altissima induce a pensare a un personaggio di alto rango. Tanto che è stato ipotizzato che si trattasse del pannello centrale del polittico voluto da Federico il Saggio per la Cappella palatina della residenza di Wittenberg.

di Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 370, dicembre 2016


  • Il «San Girolamo» (1605-06) di Caravaggio esposto alla Pinacoteca Ambrosiana
  • «Giuditta che decapita Oloferne» (1606-07) esposta nella Pinacoteca di Brera come opera di Caravaggio
  • La «Madonna della Misericordia» di Piero della Francesca esposta a Palazzo Marino

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