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Da Bertolami Fine Arts tesoretti magno-greci e rarità scultoree

Nella vendita archeologica del 15 dicembre la casa d'aste romana propone una statua della Bona Dea, una testa di cavaliere crociato e due crateri apuli

dolo precolombiano in forma di guerriero, Colombia, Cultura Tayrona, 1.000-1.500 d.C. Alt. 3,6 cm; 17,46 gr

Roma. Il lotto più importante della vendita di Bertolami Fine Arts di archeologia del 15 dicembre è un tesoretto di 134 monete d’argento incuse (cioè con le figure incavate da una parte e sbalzate dall’altra) coniate tra il VI e il V secolo a.C. in alcune zecche achee della Magna Grecia, come Caulonia, Crotone, Metaponto o Sibari. Il lotto, che è notificato e vincolato dallo Stato italiano (chi lo compra non può smembrarlo né portarlo fuori dai confini nazionali), è stimato tra 180 e 200mila euro. Come tutti i tesori di monete antiche, anche in questo caso si suppone che sia stato raccolto e occultato in un’occasione di emergenza o durante una guerra da qualcuno che non ebbe poi più la possibilità di recuperarlo.

Un altro pezzo notevole del catalogo è una scultura raffigurante la Bona Dea (che ha un significato generale di Grande Madre, ed è riferita a un’antica divinità laziale il cui vero nome non poteva essere pronunciato). Il manufatto in marmo, alto 45,6 cm, venne restaurato nel III secolo d.C., con la sostituzione della testa, e fece parte delle collezioni del pittore romano Ettore Roesler Franz (1845-1907). Un disegno raffigurante questa scultura, pubblicato nel XIX secolo da un bollettino archeologico del Comune di Roma, è l’unica fonte iconografica per la tipologia della Bona Dea. La statua è valutata dagli esperti della casa d’aste tra 20 e 25mila euro.

Un cratere a volute apulo a figure rosse della metà del IV secolo a.C., attribuito al Pittore di Copenaghen e alto 73 cm, parte invece da 15-18mila euro, mentre un altro cratere apulo a figure rosse, questo a colonnette e attribuito al Gruppo del Pittore di Como, alto 42 cm, ha una quotazione di 8-10mila euro.


Una testa di cavaliere crociato in pietra, proveniente dall’Europa centrale e datata al XIII secolo, ha invece una valutazione di 20-25mila euro. Due figurine precolombiane in oro, riferite alla Cultura Tayrona e datate tra il 1000 e il 1500 d.C., sono infine stimate 1.000-1.500 euro.

di Vittorio Bertello, edizione online, 13 dicembre 2016


  • Cratere a volute attribuito al pittore di Copenaghen Apulia, metà IV secolo a.C. Alt. 73 cm
  • Cratere a colonnette attribuito al Gruppo del Pittore di Como, Apulia, seconda metà del IV secolo a.C. Alt. 42 cm
  • Ritratto di cavaliere, Europa centrale, XIII secolo, alt. 27 cm
  • Un ricco ripostiglio  di  incusi  d’argento coniati  tra  il  VI  e  il  V  secolo  a.C. dalle zecche achee della Magna Grecia
  • La Bona Dea, metà III secolo d.C. Alt. 45,6
  • Idolo precolombiano in forma di animale fantastico, Colombia, Cultura Tayrona, 1.000-1.500 d.C. Alt. 3,1 cm; 14,85 gr

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