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Il contemporaneo ha fatto sboom? Meno male!

Il segnale che arriva dalle vendite londinesi di Phillips e Sotheby’s, rimaste poco al di sotto delle stime, per alcuni addetti ai lavori è un sintomo di salute del mercato. Record d'asta per Rotella e Burri

L'eccezione che conferma la regola: tra le poche opere che hanno superato le stime, il dipinto di Lucian Freud raffigurante una sua giovanissima amante incinta (a sinistra), un grande dipinto d'après Van Gogh del giovane romeno Adrian Ghenie (al centro) e «Sacco e Rosso», un lavoro del 1959 di Alberto Burri (a destra), che ha cambiato titolare per 11,7 milioni, record d'asta per l'artista umbro

Londra. Su uno scenario economico mondiale di mercati azionari in forte oscillazione e un prezzo del petrolio in caduta libera, le prime due aste londinesi della settimana hanno dimostrato che il mercato dell’arte contemporanea ha perso buona parte dello smalto dei tempi migliori.

Nella prima vendita, quella di Phillips del 9 febbraio di arte del XX secolo e contemporanea, il 65% delle opere aggiudicate non hanno raggiunto le stime o hanno oltrepassato di poco  la soglia minima. Lo stesso totale di 31,5 milioni di euro diritti compresi è rimasto al di sotto del valore minimo delle stime preasta, 33,2 milioni di euro. La percentuale di venduto per numero di lotti è stata del 79%.

Il ceo di Phillips Ed Dolman si è affrettato a minimizzare questa tendenza al ribasso: «Non pare un crollo, ha puntualizzato, sembra davvero soltanto un mercato più selettivo». Certo, opere di alta qualità e con stime sensate di Jean Dubuffet, Lucio Fontana e Mimmo Rotella (un suo collage è passato di mano a 1,39 milioni di euro diritti compresi, record d'asta per l'artista, contro stime di 510-770mila) hanno avuto successo con collezionisti avveduti. Altri erano visibilmente compiaciuti per un mercato meno superficiale.

Nicolò Cardi, underbidder del «Concetto spaziale» del 1965 di Lucio Fontana e acquirente di un’opera del 1972 di Pier Paolo Calzolari a 234mila euro diritti compresi (stime 190-260mila), all’uscita dalla sala ha dichiarato: «Ho fatto un buon affare; il prezzo al dettaglio è molto più alto».

Anche l’asta di arte contemporanea di Sotheby’s di ieri sera, lungi dal rinnovare i fasti delle stagioni precedenti, ha incassato 89,2 milioni di euro diritti compresi (stime preasta, diritti esclusi, di 77-110 milioni). La percentuale di venduto per numero di lotti è stata del 78%; delle opere vendute, il 49% è rimasto sotto o ha appena sfiorato la stima minima.
L’incasso di quest’anno, poco più della metà di quello dell’asta Sotheby’s di febbraio 2015, è stato influenzato negativamente dal ritiro all’ultimo minuto del lotto che illustrava la copertina del catalogo: un dipinto grigio di Gerhard Richter consegnato dai collezionisti iraniani Eskandar e Fatima Maleki. L’opera, ritirata dalla vendita su richiesta dei proprietari, era stimata tra 18 e 26 milioni di euro. Tra gli altri lotti ritirati prima dell’asta figura anche un’opera di Jean-Michel Basquiat valutata tra 7,7 e 10 milioni di euro.

Uno dei pochi lotti a moltiplicare le stime è stato un grande dipinto di Adrian Ghenie, tratto dai «Girasoli» di Van Gogh. Per aggiudicarselo si sono dati battaglia dieci agguerriti concorrenti, tra i quali Michaela de Pury, Hugh Gibson e Thaddaeus Ropac; alla fine l'ha spuntata un offerente asiatico collegato al telefono che si è assicurato l'opera, partita da stime tra 510 e 770mila euro, al prezzo (record per l’artista), di 3,4 milioni di euro. Invece un ritratto del 1960-61 di Lucian Freud raffigurante la sua giovane amante incinta ha attratto nove clienti, ed è infine passato di mano per 20,7 milioni di euro diritti compresi (stime 9-13 milioni) e «Sacco e Rosso», un lavoro del 1959 di Alberto Burri, ha cambiato titolare per 11,7 milioni, record d'asta per l'artista umbro (stime: 11,5-15 milioni), che raddoppia il precedente di 5,66 milioni registrato da Christie's a Londra nel 2014.

Secondo la consulente Lisa Schiff l’asta di Sotheby’s indica che «si sono registrate correzioni salutari». «Le opere sono state vendute molto bene, ha aggiunto, nei casi in cui le stime non erano troppo ottimistiche; in quelli in cui invece i venditori avevano aspettative irrealistiche, soprattutto nel caso di giovani artisti, gli esiti sono stati poco convincenti».
Le aste di arte del dopoguerra e contemporanea proseguono oggi (11 febbraio) da Bonhams e Christie’s; le stime preasta sono, rispettivamente, di 11-15,7 e di 64,7-96,5 milioni di euro.

Anny Shaw, edizione online, 11 febbraio 2016


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