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Nell’incertezza si premia il medio mercato

Alle vendite londinesi di arte contemporanea di Bonhams e Christie’s vince la politica delle stime prudenziali

Il Frank Auerbach, venduto da Bonhams a 2,6 milioni

Londra. Le stime prudenziali di Bonhams e Christie’s (mirate sulle opere di medio segmento più che ai vertici di prezzo) hanno avuto come esito l'11 febbraio  due solide aste di arte contemporanea.
Delle quattro più importanti case d’asta londinesi, Bonhams è stata l’unica a onorare le stime, incassando in totale 6,8 milioni di euro di aggiudicazioni ( 8,2 milioni compresi i diritti sul compratore) contro una stima compresa tra 5,8 e 8,1 milioni. La percentuale di venduto è stata del 79,2%.

«14 Small Electric Chairs», 1980, di Warhol, stimato 5,1-6,7 milioni, è stato di fatto offerto separatamente in una «single lot sale», finendo poi per rimanere invenduto. «C’era un accordo con il venditore secondo cui il lotto poteva stare in un catalogo separato», ha dichiarato Ralph Taylor, direttore del dipartimento di arte del dopoguerra e contemporanea da Bonhams.
Contrariamente a quanto accaduto nelle aste di inizio settimana da Phillips e Sotheby’s in cui le stime erano perlopiù ottimistiche, da Bonhams, il 42%  dei 38 lotti venduti è stato entro le stime e il 32% oltre le stime massime, mentre il 26% non ha raggiunto le stime o è rimasto a livello della stima minima. Tra le opere salite oltre le stime, un’installazione del ghanese El Anatsui, venduta a 1,03 milioni di euro diritti compresi (stime 580-700mila) e «E.O.W. on her Blue Eiderdown V» di Frank Auerbach, 1963, aggiudicato al mercante londinese Offer Waterman per 2,6 milioni di euro (stime 1,3-1,9). Da notare che questo dipinto da solo  ha ottenuto in sterline una cifra grosso modo corrispondente a quella dell’intero incasso dell’asta di Bonhams dell’anno scorso.

In una settimana di crolli borsistici, Christie’s ha affrontato l'asta «con animo prudente», riferisce Francis Outred, direttore europeo della casa d’aste del dipartimento di arte contemporanea, stimando i lotti nell’ottica del mercato medio. Il valore medio delle opere vendute quest’anno è stato di 1,1 milioni di sterline (in euro, 1,4 milioni): erano 2,1 milioni di sterline del 2015 e i 3,1 del 2014. Abbassare la mira non ha aiutato Christie’s a raggiungere le stime di 64,3-96,1 milioni di euro. La vendita ha incassato in totale 63,9 milioni di euro diritti esclusi (74,7 milioni con i diritti), con una percentuale dell’89% di lotti venduti. Il totale (in sterline) è la metà di quanto incassato a febbraio 2015. Dei 54 lotti venduti, il 32% era entro le stime e il 36% oltre, mentre il 32% è rimasto sotto o ha sfiorato la stima minima.
Hanno guidato il gruppo gli artisti britannici, assicurandosi 7 dei «top ten lots». Hanno riscosso successo opere sottostimate di artisti come David Hockney. «Beach umbrella» (1971), dipinto dopo che il partner dell’artista Peter Schlesinger lo aveva lasciato, è andato per 4 milioni di euro diritti compresi (stime 1,4-1,9) alla Gagosian Gallery.
Per il mercante londinese Nick Maclean, che ha comprato un ritratto di Man Ray di Andy Warhol per un cliente e un acrilico di Heinz Mack, è stata un'asta come «molto solida», sottolineando che le tre collezioni in vendita (di Anita e Arthur Kahn, Marc e Frederique Corbiau e Miles e Sirley Fiterman) hanno avuto un ruolo determinante nell’esito.
Dopo l’asta, Jussi Pylkkänen, presidente globale di Christie’s, ha smentito le voci di una correzione nei prezzi del mercato.

Anny Shaw, edizione online, 12 febbraio 2016


  • Il dipinto di Peter Doig venduto da Christie's a 14,4 milioni di euro

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